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La scuola media di Borgone

Ha risposto “picche” Paola D’Alessandro, responsabile dell’Ufficio Scolastico Provinciale ai sindaci di S.Antonino  e Borgone e alla dirigente scolastica Susanna Tittonel, scesi ieri mattina, mercoledì 5 giugno a Torino per chiedere il ripristino del tempo prolungato nelle scuole medie dei due paesi. In sede di definizione degli organici, infatti, quello che una volta era conosciuto come “provveditorato” la settimana scorsa ha stabilito un calo dell’offerta didattica. Con la prima media che, a Borgone, viene“sdoppiata” in due classi per poter accogliere la ragazza non vedente al centro, qualche mese fa, di una polemica risolta dall’intervento dell’allora ministro dell’istruzione Profumo.  Sdoppiata ma in versione ridotta, visto che le due classi saranno a tempo normale (29 ore) e non a tempo prolungato (37 ore). Quindi ,senza rientri pomeridiani. Analoga sorte è stata decisa per una delle prime medie a S.Antonino. A poco, per il momento, sono servite le rimostranze dei due sindaci e del dirigente scolastico. “All’inizio dell’anno – spiega il sindaco Alpe –abbiamo incontrato le famiglie dei ragazzi che inizieranno le scuole medie. Ed era chiaro per tutti che le classi erano a tempo prolungato. Adesso l’ufficio scolastico provinciale cambia le carte in tavola, provocando così disagi e malcontento tra le famiglie”. Stizzita la reazione del sindaco Ferrentino: “Faremo tutto il possibile perché venga mantenuta inalterata l’offerta didattica. Siamo pronti anche a convocare consigli comunali aperti e cercheremo di ottenere un incontro con il nuovo ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza”.
Per Alpe, “l’ufficio scolastico provinciale si è mosso in modo non rispettoso delle istituzioni.
Nelle settimane scorse insieme alla dirigente scolastica avevamo inviato tutta la documentazione affinchè fosse presa una decisione giusta. Così non è stato, anche perché l’ufficio provinciale ha deciso senza nemmeno consultarci. Anzi mi son sentito dire dalla D’Alessandro che a Borgone l’offerta risulterebbe migliore  visto che ci saranno due classi e che le ore in tutto saranno 58 invece di 37. Evidentemente non ha capito (o ha fatto finta di non capire) che ciascun studente di prima media andrà a scuola per 29 ore. Quindi l’offerta didattica è diminuita”.
Insomma, per Alpe, “a una situazione eccezionale, visto l’ingresso di una ragazza disabile, si è risposto con una decisione “ordinaria” e comunque inadeguata alle esigenze”. E adesso? Per i due sindaci la storia non finisce qui. “So che il consiglio di istituto del “comprensivo” ha già chiesto un incontro con l’Ufficio Scolastico Regionale”, dichiara Alpe. Mentre Ferrentino non esclude dimostrazioni eclatanti. Staremo a vedere.
Bruno Andolfatto