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Erri De Luca

Parole e pietre, parole come pietre.

Sono quelle di Erri De Luca che, lunedì 2 se la prende con il Procuratore Giancarlo Caselli. Sui fatti accaduti in Valle di Susa, dice De Luca, “Caselli “esagera perché non si tratta di terrorismo. Le cesoie servivano a tagliare le reti”. Di più: sabotaggi e vandalismi sono “necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile”. E poi: “Mi arrogo una profezia, la Tav non verrà mai costruita. Ora l’intera valle è militarizzata, i residenti devono esibire i documenti se vogliono andare a lavorare la vigna”; “arriverà un governo che prenderà atto dell’evidenza: la valle non vuole i cantieri. E finalmente darà l’ordine alle truppe di tornare a casa”.

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Gianni Vattimo

Anche il filosofo ed europarlamentare IdV Gianni Vattimo ci mette del suo, dopo essere andato, lo scorso Ferragosto, in carcere a trovare un attivista no Tav. “Spontaneamente – dice – sarei d’accordo con De Luca ma sono preoccupato delle conseguenze. Con la parola sabotaggio mi pare che De Luca si sia spinto troppo in là. Ma la popolazione che non vuole la Tav ha il diritto di farsi sentire in qualche modo. C’è un’espressione che si chiama disobbedienza civile. Cosa intendono i magistrati di Torino con questo termine? O la escludono? Se per esempio i no Tav riempiono le strade con la gente che si sdraia per terra per non fare passare i camion della talpa, questa cos’è? Secondo me dovrebbero farlo. Ci sono molti mezzi non violenti di resistenza che devono essere adoperati”.

Bruno Andolfatto