Del Rio durante l'incontro con i sindaci valsusini

Del Rio durante l’incontro con i sindaci valsusini

“Volete la verità? Hanno fatto l’Osservatorio per metterci in minoranza. In fondo che senso ha un organismo di questo tipo che ha come vice presidente Osvaldo Napoli e che al suo interno ha anche il sindaco di Claviere?”.

Il “fuori onda” di Sandro Plano avviene  mercoledì 28 ottobre,  nei corridoi del Lingotto, mentre il sindaco di Susa e presidente dell’Unione Montana dei Comuni della bassa valle di Susa guadagna l’uscita insieme a un paio di giornalisti. Plano e le fasce tricolori bassovalsusine sono reduci dal tanto sospirato incontro con il Ministro delle Infrastrutture Delrio. Chiedevano la sospensione dei lavori della Torino-Lione, il superamento dell’Osservatorio, l’apertura di un tavolo con i Comuni coinvolti dal tracciato dell’opera un’audizione nella Commissione Trasporti della Camera. Hanno ottenuto una sola cosa: l’avvio di un tavolo di confronto permanente tra il Ministro e i sindaci della bassa valle di Susa. E l’Osservatorio? Rimane in piedi, ovviamente. Insomma, sarà una sorta di porta aperta al confronto. Il nuovo organismo, precisa il Ministro Delrio, “renderà trasparenti tutti i dati e le informazioni sull’opera, servirà a rendere la realizzazione della nuova linea se non proprio condivisa almeno accettabile dal territorio. E sarà un’occasione per recuperare il tempo perduto, per superare le pregiudiziali”.

Il giorno dopo l’incontro, però, iniziano ad affiorare i malumori. Tanto che un altro “fuori onda” a fine riunione, stavolta del sindaco di San Gioria Danilo Bar (leader di quella “zona  rossa” che tollera a fatica alcune scelte di Sandro Plano), parla di questo incontro come di un “festival dell’ipocrisia”. E a rompere il muro di questa (reale o presunta) ipocrisia ci provano i 5Stelle, con una dura presa di posizione dei deputati Laura Castelli e Ivan Della Valle che la mettono giù dura, anzi durissima: “Sandro Plano, ha tradito il suo mandato e tutti i valsusini. Ora capiamo perché nessuno del M5S era gradito all’incontro odierno tra il ministro Delrio e i sindaci della valle contrari al Tav. La domanda è: per quale ragione Plano ha tradito? A cosa serve un ulteriore tavolo o, ancora peggio, un ulteriore osservatorio se il ministro afferma che l’opera non è in discussione? Forse a far sparire più soldi possibili attraverso le compensazioni?”. E poi la conclusione: “Mai fidarsi di un personaggio con la tessera del Pd in tasca. Noi riteniamo che il sindaco Plano stia tradendo il suo mandato e ne chiediamo le immediate dimissioni. L’unico tavolo a cui i veri amministratori No Tav si dovrebbero sedere – chiudono Castelli e Della Valle – è quello per la definitiva chiusura dell’opera”.

Del resto, il pensiero di Delrio e del Governo è chiaro e lo ha detto ai sindaci e, subito dopo l’incontro, ai giornalisti: “Questo corridoio è strategico. L’opera non è in discussione. Crediamo che il trasporto merci in Italia abbia bisogno di una massiccia “cura del ferro” con lo spostamento di decine di milioni di tonnellate dalla strada alla rotaia”. Questo nuovo organismo “servirà a trovare le soluzioni migliori, rispettose, intelligenti e a sostenere lo sviluppo del territorio. E sarà utile per svelenire il clima, aiutare il dialogo, ricondurre la discussione nei termini di un dibattito civile e rispettoso del punto di vista di tutti”.

Plano ha ascoltato il Ministro con espressione imbronciata come a dire “non s’allarghi signor ministro…”. Poi ha attaccato: “Le posizioni rimangono quelle di prima. Le argomentazioni del ministro e del Commissario di Governo non ci hanno convinti. Siamo contrari a questa linea e la situazione in valle di Susa e tutt’altro che tranquilla. Ben venga comunque questo tavolo dove potremo liberamente esprimere le nostre posizioni. Si apre una nuova stagione di confronto, almeno ci parliamo e speriamo di trovare qualche soluzione”.
Il compito di inaugurare questa nuova stagione toccherà al Commissario del Governo Paolo Foietta e a Sandro Plano. “Partiremo col massimo dell’informalità”, dice Foietta. Se non proprio un caffè al bar, poco ci manca. “Poi però al tavolo parteciperanno anche la Regione e la Città Metropolitana”.

Poi è la volta della parola proibita, impronunciabile: compensazioni. “Un termine che non vogliamo più sentire”, ha affermato il ministro Delrio che poi ha ribatido ancora una volta: “I soldi saranno quelli previsti all’inizio”. Mentre Plano ha respinto l’idea che debbano essere “opere legate alla Torino-Lione; si tratta piuttosto di interventi dovuti alla Valle di Susa”.
Comunque sia Governo e sindaci della bassa valle hanno ripreso a parlarsi. Anche se ai movimenti (che siano No Tav o a 5Stelle) la cosa non piace proprio.

Bruno Andolfatto