Il termovalorizzatore del Gerbido

Il termovalorizzatore del Gerbido

Contrastato, contestato, atteso. L’inceneritore, anzi il termovalorizzatore c’è. Ed è stato inaugurato in pompa magna, venerdì 20 giugno al Gerbido. Qualcuno ha parlato, in realtà, di ennesima passerella con nastro da tagliare. Già, perché in realtà il termovalorizzatore è in fuzione da un po’ di tempo. E forse non tutti sanno che anche i comuni della valle di Susa, quelli dell’Acsel tanto per intenderci, dal 1° aprile “versano” i loro rifiuti (quelli indifferenziati) al Gerbido. Una soluzione “ponte”, per quanto riguarda, il nostro territorio. “Da aprile – spiega l’amministratore Acsel Paolo Borbon – sono in corso alcuni lavori per impermeabilizzare la discarica di Mattie e per vedere se riusciamo a farle guadagnare ancora qualche mese di vita”.

Insomma, una soluzione “ponte” che prelude a un’altra soluzione…. “ponte”. I lavori a Mattie, infatti, dureranno fino al 30 settembre. Da quel momento i rifiuti “valsusini” torneranno a Mattie, ma solo fino alla primavera del 2015, quando imboccheranno definitivamente la strada del Gerbido. Il periodo ipotizzato da Borbon è “tra aprile e maggio”.
Ma la cosa singolare (e un po’ paradossale) è che conferire al Gerbido, ai nostri comuni, costerà di più e c’è chi ipotizza, più o meno, circa 25 euro a tonnellata. “In realtà i calcoli sono più complessi – dichiara Borbon – e la quota di maggior esborso per i Comuni dipenderà dalla loro virtuosità nel fare la raccolta differenziata”. Sono le percentuali di differenziata,infatti, a subordinare o meno l’applicazione dell’ecotassa sui rifiuti. Intanto lo stesso Acsel è alle prese con gli inevitabili problemi, organizzativi e di trasporto, che comporterà il conferimento al Gerbido.
Difficile, al momento attuale, stabilire se, come e quanto, gli aumenti peseranno sulle tasche dei contribuenti.

Bruno Andolfatto