ediliziaChe cosa spinge una famiglia  a chiedere la casa popolare?

E’ la domanda a cui ha tentato di rispondere la Provincia di Torino, in collaborazione con la Regione Piemonte e l’Atc. I tre enti hanno avviato un’analisi delle domande presentate dalle famiglie in risposta ai bandi ERP (Edilizia residenziale pubblica) emessi nel 2012.

Tra i Comuni presi in esame anche quelli di Susa, Avigliana, Alpignano. La ricerca ha analizzato nel dettaglio la domanda –sociale, economica, abitativa– secondo le definizioni di disagio date dalla legge regionale. Ne è emerso che le maggiori condizioni di disagio in area metropolitana sono quelle sociali mentre in area extrametropolitana e montana sono di carattere economico. Le condizioni abitative sono quelle generalmente meno segnalate, con l’eccezione del comune capoluogo e cintura dove le condizioni abitative unite a determinate condizioni sociali determinano il passaggio alla cosiddetta “emergenza abitativa.

La ricerca analizza i dati comune per comune.

edilizia2Così, per quanto riguarda Susa, dove ci sono 70 famiglie in graduatoria, a motivare la domanda sono soprattutto le condizioni sociali, evidenziate da 48 famiglie. Tra i problemi messi in luce: la presenza di invalidi (con invalidità tra il 67 e il 100%) e di persone con più di 65 anni. A denunciare problematiche economiche, invece, sono 50 famiglie su 70 (il 71%) appartenenti alla fascia Isee più bassa, tra gli 0 e i 6 mila euro l’anno. Seguono i problemi abitativi, evidenziati da 27 famiglie: 22 di queste vivono in situazione di sovraffollamento (famiglie numerose in spazi ristretti ma anche nuclei piccoli in alloggi piccolissimi), mentre per 5 nuclei famigliari la richiesta di casa popolare è dettata da una sentenza di sgombero a seguito di morosità incolpevole. Un problema quest’ultimo che negli ultimi anni si è fatto sempre più urgente.

Spostiamoci sulla riva dei laghi di Avigliana. Nella città alle porte della valle di Susa, le domande di casa popolare in graduatoria sono 37. Anche qui prevalgono esigenze di tipo economico, espresse da 35 famiglie (25 hanno un Isee tra 0 e 6000 euro e 8 tra 6001 e 10 mila euro). Il fabbisogno di tipo abitativo è espresso da 17 famiglie, con 14 nuclei che denunciano una situazione di sovraffollamento.

Alle porte di Torino, ad Alpignano, le domande in graduatoria sono 84. Anche qui domina l’aspetto economico: 48 famiglie (il 57%) appartengono alla fascia Isee più bassa (fino a 6 mila euro) e altre 23 a quella fino a 10 mila euro. Mentre il fabbisogno di tipo sociale viene espresso da 50 famiglie e quello abitativo da 13 nuclei che si trovano in situazione di sovraffollamento.

BRUNO ANDOLFATTO