Nilo Durbiano, sindaco di Venaus

Nilo Durbiano, sindaco di Venaus

C’è chi è pronto a giurare che il 12 ottobre nel segreto (ma non solo) dell’urna per le elezioni del consiglio metropolitano non mancheranno le sorprese. Così Nilo Durbiano, sindaco di Venaus, reduce dall’assemblea nazionale dell’Anpci, l’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni, svoltasi a Calopezzati e Altilia in provincia di Cosenza. Nessun refuso: si chiama proprio Anpci e non Anci. “Proprio perché – ribadisce Durbiano – vogliamo essere alternativi all’Anci (l’associazione dei Comuni guidata, guarda un po’, da Piero Fassino) che non ci rappresenta più”. Ma allora cosa farete il 12 ottobre? “Semplice – spiega Durbiano – abbiamo dato a chi si riconosce nelle nostre posizioni tre alternative: non andare a votare, votare scheda bianca oppure andare al seggio e rifiutare la scheda spiegando la ragione del gesto”. E quale sarebbe la ragione? “Siamo critici con una Città Metropolitana nella quale, con questi criteri di rappresentanza, il 5 per cento del territorio (cioè la città di Torino e i grandi comuni che stanno intorno a lei) imporrà a tutti gli altri la propria visione e le proprie strategie di sviluppo”.
E quale potrebbe essere la sorpresa? “Un alto numero di consiglieri che non voterà o voterà scheda bianca. Basta vedere quanti consiglieri hanno firmato e quanti (la maggior parte) non hanno firmato per la presentazione delle liste. Ne vedremo delle belle”. A conti fatti le astensioni e le schede bianche potrebbero superare il centinaio. “Sarebbe un segnale forte” dice Durbiano che però è convinto che la protesta non basti: “Per questo abbiamo presentato una piattaforma per cambiare le cose, mutare i rapporti di forza, dare rappresentanza a chi oggi non ce l’ha”. Perché il rischio, dice il sindaco di Venaus, è che “ci vengano imposte scelte che non condividiamo o che privilegino alcuni e penalizzino altri”, Un esempio? “Ho sentito Fassino dire che dovrà occuparsi delle piste da sci del Sestriere. Forse si dimentica che dovrebbe anche pensare alle centinaia di km di piste tagliafuoco e forestali che servono per salvaguardare il territorio. Dovrebbe pure occuparsi di queste”. Per non parlare poi di Torino-Lione: “Fassino eviti di rendere i nostri comuni complici di una scelta che non condividono. Se parla di alta velocità non lo faccia in nostro nome”. Più chiaro di così.
Bruno Andolfatto