L’Emodinamica di Rivoli

Da oggi, giovedì 10 marzo, i servizi di Emodinamica dell’ASL TO3 dell’Ospedale di Rivoli e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria S. Luigi di Orbassano lavorano  insieme nell’ambito di un’unica équipe.

Questo grazie a una convenzione sottoscritta dal direttore generale  dell’ASL TO3, Flavio Boraso, e dal Commissario dell’AOU San Luigi Gonzaga, Franco Ripa.

Si volta dunque pagina e le polemiche degli  anni scorsi su quali fossero le emodinamiche a dover sopravvivere e quelle a cessare l’attività appaiono lontane anni luce.

I pazienti quindi potranno continuare ad avvalersi, al momento, nei due Ospedali delle due Emodinamiche senza accorgersi che i rispettivi cardiologi  lavoreranno in modo integrato fra loro ad iniziare dai momenti più delicati, quelli legati alle emergenze ed alle reperibilità.

La responsabilità della nuova equipe unica è stata affidata a Ferdinando Varbella, direttore della Cardiologia-Emodinamica dell’Ospedale di Rivoli.

L’alleanza fra le Emodinamiche  di  Rivoli ed Orbassano, non rappresenta alcun onere aggiuntivo per le aziende, fanno presente i rispettivi  direttori, Ferdinando Varbella per Rivoli, e Roberto Pozzi per Orbassano.

La convezione prevede la collaborazione  delle due strutture nei turni di reperibilità  e nei periodi di più difficile copertura dei turni ( ad esempio, in estate), situazioni nella quali bastava l’assenza anche solo di un cardiologo per creare problemi di copertura  del servizio.

Ma la convenzione non punta solo a garantire la copertura di turni. L’obiettivo, fanno sapere all’Asl, è soprattutto quello di migliorare la qualità  del servizio.

Fra i cardiologi si avvierà così un costante interscambio di esperienze, di modalità di intervento, di condivisione di  innovazioni cliniche; ognuna delle due equipe cessa così di essere un’entità a sé stante ancorché di eccellenza,  per trasferire preziose esperienze  di   reciproco arricchimento.

Sono poi previste notevoli ricadute  in termini di efficienza economica, dal momento in cui anche gli acquisti  verranno effettuati su scala vasta  e non più per singolo ospedale.

L’équipe unica  emodinamica  Rivoli-S.Luigi di Orbassano diventa così – fa sapere l’Asl TO3,  la più  grande  emodinamica  del Piemonte e fra le maggiori a livello nazionale, forte d’ora in poi di numeri  di eccezionale valore che, sul fronte degli esiti e della sicurezza per i pazienti rappresentano una ulteriore garanzia: 1.300 pazienti in carico ogni anno, 1.600 angioplastiche eseguite nel solo 2015; una équipe con 7 specialisti al lavoro che, nelle rispettive realtà si avvalgono a rete di tutti i necessari servizi di supporto sia a Rivoli sia a Orbassano.

Per l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta: “La decisione delle due aziende di lavorare insieme è l’esempio positivo e concreto di quanto sosteniamo da tempo: solo unendo le forze e mettendo insieme le professionalità migliori è possibile razionalizzare, incrementare l’efficienza, risparmiare risorse che possono essere utilizzate dove vi sono necessità più impellenti ed in definitiva migliorare l’erogazione del servizio per i cittadini. E’auspicabile che anche altre Aziende seguano questa impostazione.

Abbiamo intrapreso la sperimentazione di un nuovo modello organizzativo che ci consentirà di migliorare  ulteriormente il servizio reso ai pazienti– sottolinea Flavio Boraso direttore generale dell’ASL TO3- in piena  coerenza  con gli indirizzi regionali e senza oneri aggiuntivi per nessuno; sono passati gli anni nei quali si faceva la gara  fra chi faceva più emodinamiche; è arrivato il tempo di lavorare sull’appropriatezza sulla sinergia e sull’ulteriore miglioramento dell’organizzazione a vantaggio dei pazienti; è la testimonianza che le buone relazioni tra una squadra allargata che opera in sanità pubblica, possono offrire vantaggi di notevole rilevanza all’intero sistema sanitario regionale.”

Da parte sua il commissario del San Luigi  Franco Ripa commenta: “ Si tratta di un modello gestionale fortemente  innovativo, che si propone come un ambito di applicazione dei principi  dell’appropriatezza clinica ed organizzativa. Il modello è stato sviluppato secondo una metodologia di lavoro che ha previsto la definizione del Manuale Qualità con le relative procedure di riferimento, la formazione e l’addestramento continuo degli operatori e le attività di audit clinico e gestionale come momento di verifica  delle performance raggiunte. Ma il grande  valore aggiunto del progetto  è proprio  rappresentato  dalla sinergia  tra le due Aziende Sanitarie, nell’interesse prioritario dei cittadini-utenti”.