La replica alla lettera di Plano alle istituzioni francesi, non arriva dalla Ministra dei Trasporti Elisabeth Borne e neppure dal Conseil d’Orientation des Infrastructures – COI, presieduto da Philippe Duron. A rispondere è  il Commissario di Governo sulla Torino-Lione Paolo Foietta, in un commento ripreso anche dal sito “pro tav” veritav.net.

“Non si può dire che il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Valle di Susa non sia testardo ed, a modo suo, perseverante e creativo”, afferma Foietta che aggiunge: “I suoi appelli, che rilanciano le vecchie tesi del Movimento NoTav, nonostante le modifiche del progetto, il dimezzamento dei costi ed il riuso di oltre 50 km della linea esistente, hanno raccolto solo argomentate risposte negative; l’ultima molto recente è stata quella della presidente della Commissione Trasporti dell’UE Violeta Dulc. Il 27 settembre 2017, il presidente Macron, al vertice di Lione, insieme al presidente Gentiloni, ha ribadito la determinazione dei due Paesi a realizzare l’indispensabile tunnel di base del Moncenisio”.

Ora, aggiunge Foietta, “Plano prova a mettere in imbarazzo anche lo Stato francese, intervenendo direttamente nelle consultazioni nazionali in corso in Francia sul proprio sistema delle infrastrutture”.

“Le opinioni proposte da Plano e dal Movimento NoTav, non sono una novità. Sono state ampiamente dibattute anche nella recente discussione parlamentare, giudicate infondate e respinte per molte ottime ragioni; la principale è l’ “ignoranza” e la colpevole “non considerazione” delle condizioni e della situazione dell’attuale linea ferroviaria, nella sua tratta di valico, assolutamente inadeguata al transito delle merci ed ormai abbandonata dagli operatori ferroviari. Senza tunnel di base non ci sarà più trasporto merci via ferrovia e si raggiungerebbe lo sciagurato risultato di un transito delle merci esclusivamente su autostrada.

Il traffico ai valichi c’è ed è in marcata ripresa, ma solo nella modalità stradale: oltre 39 milioni di tonnellate (il 93% del totale) hanno viaggiato su gomma nel 2017.

Esiste ai valichi italo-francesi il peggior squilibrio modale delle Alpi. 2,8 milioni di TIR hanno passano il confine attraversando le autostrade delle valli alpine e sulla costiera ligure, producendo inquinamento, congestione, incidenti. Intanto la vecchia linea ferroviaria ormai funzionalmente fuori mercato perde ancora volumi di merci trasportate: circa 3 milioni di tonnellate, ovvero oltre il 70% in meno negli ultimi 15 anni.

Se si desse retta alle opinioni NoTav riassunte da Plano, senza una infrastruttura moderna ed adeguata il trasporto merci ferroviario sarebbe destinato a sparire condannandoci ad un futuro “tutto autostrada”, in spregio agli impegni assunti da Francia, Italia ed UE su ambiente (COP21) e trasporti, al rispetto della Convenzione delle Alpi.

Allora come commentare questa ultima estemporanea e surreale trovata del presidente Plano di scrivere al Presidente del COI, il Conseil d’Orientation des Infrastructures Philippe Duron?

Proviamo a metterla sullo scherzo.

Forse Plano considera ancora i confini della Val di Susa del XVII secolo.

Ma anche così non avrebbe un titolo sufficiente. L’Alta Valle di Susa, Chiomonte e Salbertrand, i luoghi dei cantieri di scavo, sarebbero in Francia mentre Susa rimarrebbe comunque all’Italia, seppur in declinazione sabauda. Quindi neppure la macchina del tempo lo autorizzerebbe alla partecipazione alle Assises de la Mobilité, e, tantomeno, ad ignorare le leggi del Parlamento Italiano e la nostra Costituzione”.

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