Tecnicamente si chiamano “fondi Ato”; arrivano dall’Autorità d’Ambito per la gestione del servizio idrico integrato  (acqua potabile, depurazione e fognature) che li preleva nella misura del 5% dall’ammontare delle complessivo delle bollette e vengono impiegati per interventi di manutenzione del territorio montano.

Proprio in questi giorni l’Unione Montana Valle Susa, che raggruppa i Comuni della bassa valle e della Val Cenischia,  ha annuncia la partenza del programma 2016 delle manutenzioni territoriali finanziate proprio dai fondi ATO. “Operazione resa possibile dalla  veloce approvazione del bilancio 2016 – – spiega Gianfranco Crosasso, assessore dell’Unione – che ha consentito il rapido trasferimento di una prima tranche di fondi ATO da parte della ex Comunità Montana valle Susa e Val Sangone. Questo ha  permesso di ottenere le necessarie dotazioni di cassa, l’approvazione già nel corso del 2015 di un blocco di interventi di taglio piante lungo i torrenti, un tempestivo avvio dei lavori e la chiusura entro il mese di marzo 2016 della procedura di assegnazione dei fondi 2016 ai Comuni, che si sta perfezionando in questi giorni”.

L’intera operazione ha consentito di impiegare circa 400 mila euro per interventi diretti dell’Unione e 1 milione e 500mila euro per interventi da finanziare ai Comuni.

I cantieri avviati direttamente dall’Unione sono 15, tutti in corso, e riguardano interventi in quasi tutti i Comuni del territorio. Sono coinvolte 14 aziende agricole, per lo più residenti nei Comuni oggetto dei lavori, oltre che una Cooperativa sociale.

Nel corso dell’anno sono previsti ulteriori introiti dalla Comunità Montana in liquidazione (relativi ad interventi del 2015 ancora in corso nei Comuni) e dall’Autorità d’Ambito che dovrebbe trasferire  la quota deliberata a dicembre 2015 relativa all’Unione Montana valle Susa (proventi dalle  tariffe del 2014).

Tutto questo consentirà di finanziare altri lavori da realizzare nell’anno in corso.

Il Presidente dell’Unione Sandro Plano, che aveva già seguito le attività ai tempi di Comunità Montana aggiunge: “Nel 2016  i Piani di Manutenzione Ordinaria compiono 10 anni. Sono stati 10 anni ininterrotti di manutenzioni territoriali coi fondi ATO, iniziati dalla Comunità Montana bassa valle Susa e val Cenischia, poi passati dal 2010 alla Comunità montana valle Susa e Sangone, e quindi approdati dal 2016 alla Unione Montana valle Susa. Nel 2006 infatti sono partiti i primi veri cantieri annuali sistematici in applicazione delle leggi regionali 13/1997 e 7/2012, utilizzando aziende agricole e piccole imprese locali. Qualche anno dopo, con l’esigenza di aumentare il volume e l’efficienza della spesa, sono arrivati gli interventi diretti seguiti dai Comuni”.

“In dieci anni – fanno sapere dall’Unione Montana Valle Susa –  l’ufficio ATO ha destinato al territorio della vecchia Comunità Montana Valle di Susa (alta e bassa) e Val Sangone,  una media di 3 milioni di euro l’anno, investiti in prevenzione e messa in sicurezza del territorio, attraverso operazioni di manutenzione a manufatti idrici, strade montane, versanti boscati, alla rete di bealere, agli scaricatori ecc.

Il 99 per cento dei fondi è rimasto sul territorio ed ha costituito una apprezzata integrazione di reddito per le aziende agricole (multifunzionalità) e per piccole imprese boschive o artigiane; un parte dei fondi è stata nel tempo riservata alle Cooperative; i fondi ATO hanno anche alimentato un circuito economico, anche se limitato, coi professionisti del territorio, di cui ci si è avvalsi per progettazioni e direzione dei lavori.

Un grosso apporto tecnico ed organizzativo è stato fornito dai Comuni, attraverso i loro uffici tecnici; nel tempo si sono gettate le basi di una collaborazione operativa molto simile già ad una vera e propria gestione associata dei servizi.

La gestione dei fondi ATO, che ha superato per ora il difficile scoglio della continuità di erogazione e che è destinato in prospettiva a costituire uno dei “pilastri” dell’attività delle Unioni dei Comuni, è un settore in evoluzione e potenzialmente può innescare importanti economie locali, oltre che metodologie innovative di gestione del territorio; è intenzione del nostro Ente di lavorare sempre più in collegamento con la Regione, per ottimizzare gli interventi e dare loro una valenza più strategica e sempre meno puntuale.

Si ipotizza di sperimentare anche approcci innovativi, quali ad esempio la condivisione delle priorità di intervento sulle intere aste fluviali con i Comuni interessati, gli operatori economici e non legati all’economia del torrente, gli stessi cittadini.

E’ inoltre in dirittura di arrivo un software gestionale delle manutenzioni, che verrà messo a disposizione dei Comuni e consentirà ai singoli uffici tecnici e all’Unione di accedere in tempo reale ai dati manutentivi, razionalizzando gli interventi da effettuare e dando la possibilità di segnalare le nuove esigenze manutentive che stagionalmente sempre emergono”.