2013-25_10-04_ridimensionareExilles. Veci e bocia a difendere l’apertura turistica del maniero

L’entusiasmo è cominciato sabato sera con il concerto della Fanfara ANA Valsusa, diretta dal maestro Danilo Bellando. Esibizione, sotto il “Palalpini”, di musiche moderne e tradizionali. A presentare la serata ci ha pensato la bravissima Maria Cristina Mondani, che ha sciorinato testi e descrizioni tra un brano e l’altro. Un ricordo del maresciallo Giuseppe Rosatelli, ha colpito i numerosi intervenuti durante l’intervallo. Domenica mattina, sotto un sole che neanche i reduci dalla guerra in Africa ricordano, per intensità, dopo il consueto ritrovo alla “Farmacia alpina”, ecco la registrazione dei gagliardetti e delle prenotazioni al pranzo. Abbracci, saluti, strette di mano ecco arrivare gli alpini e gli artiglieri da tutto il Piemonte. “E’ ora tutti incolonnati”, comanda Bert. Così parte la sfilata con la Fanfara, la Protezione Civile, il gruppo dirigente sezionale, tantissimi gagliardetti, gli amici francesi e sulla jeep d’ordinanza i “veci”. In piazza davanti al monumento ai caduti, ecco i discorsi ufficiali. Il sindaco di Exilles, Castellano, nel suo intervento, dopo i consueti saluti, alle autorità, associazioni e tutti i convenuti, ha voluto rinnovare la richiesta di soluzione per il simbolo del paese, ma non solo: “Sono rammaricato perchè è un raduno diverso da quello degli altri anni, perchè manca il sorriso del Maresciallo Rosatelli, un promotore di questa giornata, anche nostro cittadino onorario, ma lui è comunque qui con noi. sono anche rammaricato perchè oggi il nostro forte sta vivendo un momento difficile ed è chiuso. Monumento che è stato dimora degli alpini e simbolo di questa valle, sta ancora combattendo un’ulteriore battaglia, durissima, dove i condottieri delle forze in campo stanno giocando su posizioni strane, che fanno solo male al paese di Exilles ed al territorio dell’alta valle di Susa. Sicuramente si uscirà presto da questa situazione, l’amministrazione comunale di Exilles non è stata come dicono alcune voci maligne, ferma con le mani in mano, no ha fatto di tutto per risolvere questa situazione in un modo positivo e nel più breve tempo possibile. Anche in questa contesa per la difesa dei valori del forte ho avuto modo di apprezzare il contributo degli alpini dell’Ana Valsusa, il presidente Sosello ci ha inviato una lettera meravigliosa, per spiegarci cosa significa il forte per gli alpini e quindi ancora una volta vi ho sentiti al nostro fianco”. A questo punto è intervenuto il presidente Giancarlo Sosello che dopo aver chiesto un momento di silenzio in ricordo dei caduti, anche nelle recenti missioni all’estero, e fatto i consueti saluti ha letto una missiva indirizzata alle massime autorità perché venga scongiurata la chiusura al pubblico del forte. “Questi giorni convulsi in cui si rincorrono le più disparate voci sulle sorti del Forte di Exilles ci vedono toccati in prima persona in difesa di quello che per tutti noi valsusini è uno dei simboli della nostra terra. Ma per il presidente della Sezione A.N.A. Val Susa, per il consiglio direttivo, per gli oltre tremila iscritti e per il comitato per la Cappella votiva di Exilles il Forte è qualcosa di più di un museo o più semplicemente una meta turistica: è un simbolo, è l’orgoglio, è la storia di un battaglione, l’“Exilles”, di un reggimento, il 3°, che nella storia d’Italia e degli alpini hanno lasciato tracce indelebili. Non è nostro compito, né mandato, né diritto quello di entrare nel merito delle responsabilità o delle competenze, né tantomeno in quello delle soluzioni, ma è nostro sacrosanto diritto e dovere toccare le corde della memoria che molto spesso giacciono abbandonate invece che fatte vibrare” ha dichiarato Sosello. A seguire sfilata fino al forte per la messa, ma prima la nipote del maresciallo Rosatelli, e il capo gruppo di Exilles, hanno scoperto una targa a ricordo posata sul muro esterno della cappella votiva, dell’illustre cittadino onorario del paese e compianto alpino “d’altri tempi”. Durante la Santa Messa si sono ricordati gli alpini che hanno “posato lo zaino a terra”. Un ottimo pranzo, consumato sotto le mura del Forte, ha concluso la magnifica giornata di festa alpina.

MARIO TONINI e VITO ALOISIO

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