01sandidero“Per impedire che Telt faccia l’autoporto a San Didero siamo pronti ad acquistare i terreni su cui dovrebbe sorgere il cantiere. Nelle casse del movimento No Tav ci sono 105 mila euro”. Alberto Perino non usa mezze parole e si rivolge così ai proprietari dei terreni che, nei giorni scorsi, hanno ricevuto la lettera della Società che dovrà realizzare la tratta transfrontaliera della Torino-Lione e che che vede come direttore generale Mario Virano. L’obiettivo è quello di sempre: mettere i pali tra le ruote, far ritardare le procedure, creare intoppi burocratici, ricercare cavilli per inceppare i meccanismi del passaggio dell’alta velocità in valle di Susa. Così, ieri sera, venerdì 28, a San Didero c’erano anche gli avvocati del Movimento No Tav insieme alla sindaca di San Didero Loredana Bellone e a Luca Giunti, consulente dell’Unione Montana dei Comuni e, da qualche settimana, anche del Comune di Torino.

Loredana Bellone va all’attacco di Telt: “Non è possibile che questi signori passino sulla nostra testa; sono bravi a tirare tranelli e farci sgambetto ma noi  non dobbiamo permettere che ci dividano”.

Ed ecco l’arma neanche tanto segreta che Bellone è pronta a scagliare contro Telt: gli usi civici. Già perché una parte dei terreni su cui Telt e Sitaf vorrebbero trasferire a San Didero l’autoporto di Susa (che dovrà ospitare non solo il cantiere della Torino-Lione ma anche la stazione internazionale), spiega il sindaco, “serve ai cittadini di San Didero perché qui c’è un parcheggio, un punto per la vendita di frutta e verdura e un punto informativo”.

Quindi propone di investire della questione l’Unione Montana e gli altri Comuni. Una linea condivisa da Marina Clerico: “E’ importante che i Comuni si pronuncino. San Didero lo fa ancora una volta senza timori. Noi insisteremo per costringere tutti, anche quelli titubanti, a fare la stessa cosa”.

Il consiglio dell’Unione Montana Valle di Susa si riunirà venerdì 4 novembre e sicuramente l’argomento verrà sollevato.