pozzoNuova missione mozambicana per i giavenesi Fulvio Fiore (alla sua tredicesima trasferta africana), Germano Maritano e Ferruccio Rosa Clot che partiranno alla volta di Alua e di altri villaggi del Paese sudafricano il prossimo 20 agosto, per poi tornare a casa il 20 settembre. La situazione del Mozambico, dopo anni di relativa tranquillità, sta di nuovo tornando alquanto perturbata, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo anno, ma i tre amici non intendono rinunciare al loro consueto viaggio per visitare le missioni gestite dalle suore e dai padri comboniani.
La prima tappa sarà Alua, dove i giavenesi, attivi in questa cittadina da 13 anni, saranno accolti dalle missionarie comboniane, le quali lasceranno la guida della missione alle suore spagnole del Sacro Cuore alla fine di quest’anno. Al momento, in questa zona, è presente un solo sacerdote, Padre Giorgio Giboli, che deve sostenere sia la parrocchia di Alua sia quella di Chipene, ossia un territorio formato da 180 comunità, 120 mila abitanti e distanze che sfiorano i 100 chilometri fra una cappella e l’altra. La seconda tappa sarà Nampula, dove l’associazione giavenese, costituita 13 anni fa, ha finanziato interamente la realizzazione di un pozzo, profondo circa 60 metri e costato intorno ai 14 mila euro, che fornirà acqua potabile all’asilo, al lar (una sorta di convitto per ragazze) e alla popolazione del quartiere che ospita la missione comboniana. La gente potrà servirsi della pompa la mattina e la sera a un prezzo simbolico che servirà per la manutenzione e per la vigilanza della stessa, onde evitare usi impropri e danneggiamenti volontari.
A Chipene, invece, Fulvio, Ferruccio e Germano si rimboccheranno le maniche e lavoreranno sodo alla ristrutturazione della missione. A Marrere, ultima tappa del viaggio in terra d’Africa, li attende forse la parte più difficile e drammatica, dal momento che nell’ospedale scarseggiano i farmaci per fare fronte alle necessità più elementari dei malati.
In particolare, in tutto il Mozambico non si trovano i fili da sutura riassorbibili, quelli utilizzati comunemente per cucire il corpo all’interno e ora si usano quelli di seta “da esterno”, soprattutto per i parti cesarei. L’associazione giavenese ha già destinato circa 3mila euro per l’acquisto di farmaci che sono stati spediti a suor Maria Pedron e da lei immediatamente immessi nella dispensa dell’ospedale.
Il denaro per le varie opere portate a termine e per l’acquisto del materiale più diverso è stato raccolto grazie alla generosità dei valsangonesi e grazie a parte della “Quaresima di Fraternità” delle parrocchie di Giaveno e Valgioie. In autunno, inoltre, presumibilmente in concomitanza con la Festa del Fungo, si svolgerà a Giaveno (nei locali del refettorio dell’ex Anna Frank di via XX settembre) una mostra collettiva d’arte intitolata “Artisti giavenesi per Alua” durante la quale gli artisti locali esporranno le loro opere, alcune delle quali saranno poi vendute e il ricavato sarà destinato alle attività dell’associazione in Mozambico.
ALBERTO TESSA