Poco prima dell’incontro sugli ottant’anni delle leggi razziali che, lo scorso 9 marzo, a Giaveno, ha visto per protagonisti l’avvocato torinese Bruno Segre e il professionista giavenese Eli Guastalla, alcuni ragazzi  dell’Istituto Blaise Pascal (Alisia Matino, Francesca Luppino e Francesco Fusco della quinta L) hanno parlato del “Treno della Memoria”, iniziativa che, lo scorso febbraio, li ha portati a visitare alcuni fra i luoghi più tremendi “partoriti” dalla follia nazista. In particolare, l’allieva Francesca Luppino ha letto una sua poesia, scritta dopo avere visitato il campo di Auschwitz, che riproponiamo qui per intero:

 

Ode di un uomo qualunque alla Terra

O Terra non nascondermi

Non farmi affogare nel polline

Nella cenere

In un campo di grano

Non farmi affogare nei miei pensieri diluiti di fronte ad un semplice tulipano

Non sciogliermi sotto il sole d’estate,

come non gelarmi sotto il pizzicante lenzuolo d’inverno

non farmi provare il Paradiso

quando poi, dietro la tua tenda teatrale nascondi corpi morti

corpi informi

corpi vivi

la morte

la guerra e l’Inferno

non farmi volare nel fumo fatto di mani

giovani e povere

e di soldi di questi grandi signori che se ne fottono

del frastuono che emettono

e il cui riflesso negli occhi tu ignori.

Liberami dalla minaccia e dalla trappola che nasconde questa umanità

Che finge unità

Di milioni di corpi

Soli e separati

Che vivono le loro singole vite come marciano sui loro distinti fronti i sodati

Non nascondermi dietro al sangue dei miei fratelli

Non lasciarmi qui a guardare

Ma cercami riparo

Perché il mio grido di protesta abbia un posto

Dove continuare

E continuare

E continuare

Senza mai morire

Francesca Luppino

La preside del Pascal di Giaveno, professoressa Carmelina Venuti, con i tre studenti della quinta L che hanno parlato del Treno della Memoria

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