Diabolik, il Re del Terrore, uno dei più noti personaggi dei fumetti, in queste ore è preda di una tristezza infinita. diabolik2

Vernerdì 18 agosto, dopo una lunga malattia, se n’è andato infatti in punta di piedi uno dei suoi disegnatori, certamente il più famoso, che gli è stato amico fedele dalla fine degli anni 60 fino a poco tempo fa: il torinese Sergio Zaniboni.

Il grande disegnatore aveva da poco compiuto 80 anni e viveva con la moglie Germana a Reano, in Val Sangone. Zaniboni è spirato a Giaveno, presso la casa di soggiorno Luce Nuova, dov’era stato ultimamente ricoverato. Come da suo preciso desiderio, il funerale si è svolto lunedì 21 agosto in forma strettamente privata, all’interno della struttura giavenese, per poi concludersi al tempio crematorio di Piscina. Sergio Zaniboni è stato davvero un grandissimo del fumetto.

Dal carattere mite, e dotato di una mano prodigiosa, ha forse raccolto meno di quanto avrebbe meritato, ma è stato capace di affascinare più generazioni di lettori con il suo tratto semplice e geniale, scaturito dalla sua amica più fedele, la matita. Il suo esordio è datato ’67, quando mise mano ad un fumetto dedicato ai Promessi Sposi per l’editore Sansoni di Milano. Da qui prese le mosse anche la sua lunga collaborazione ad una rivista mitica per gli appassionati, Horror.

Ma l’incontro della vita e della carriera è quello con le sorelle Angela e Luciana Giussani, le creatrici di Diabolik. Zaniboni prende così, nel ’69,a disegnare le avventure del famoso criminale in calzamaglia nera, sempre accompagnato dalla sua sposa e complice Eva Kant, cui il disegnatore di Reano conferisce un tratto piacevolmente sexy che conquista ancora più lettori. diabolikeva kant by zaniboni

Ma l’arte di Zaniboni non si limita al solo Re del Terrore. All’inizio degli nni ’70 comincia a collaborare con Il Giornalino delle edizioni Paoline, fornendo la sua matita alla serie de Il campiome, passando poi ad illustrare la grande impresa del navigatore Ambrogio Fogar, e spaziando anche nel giallo con le avventure del tenente Marlo. Senza sosta, realizza ancora per la stessa pubblicazione le serie di Speedy Car e di Reporter Blues.

Negli anni, collabora anche con altre prestigiose riviste del settore, come Comic Art, per cui realizza la deliziosa serie di Pam e Peter. Il suo estro e la sua maestria non sfuggono a Sergio Bonelli, il grande editore di Tex, che gli commissiona un numero del “texone” annuale, e Zaniboni s’inventa “Piombo rovente”, realizzando un Tex piuttosto “diabolico”,  che risulterà a lungo termine uno dei più belli della nota serie. piombo rovente

Non pago, con l’aiuto del figlio Paolo, altro talento purissimo e suo autentico erede, crea il personaggio di Steam Rail, le storie davvero originali di un bambino e del suo trenino, che si muovono in un mondo in bilico tra realtà e fantasia. Non si contano, naturalmente, i premi ed i riconoscimenti che gli sono stati attribuiti in una carriera cinquantennale. diabolik3

Se n’è andato dunque un grande artista che con i suoi disegni ha garantito una casa ed un sereno avvenire alla sua famiglia, allargatasi, negli ultimi anni, con la nuora Silvia e gli amatissimi nipotini Mattia e Camilla. Adesso Sergio Zaniboni è libero: non ci sono più da rispettare i rigidi tempi di consegna e non esistono più le restrizioni imposte dalle vignette.

Ora ha a disposizione tutto lo spazio ed il tempo che gli serve, per disegnare sopra i fogli infiniti del cielo.

Ciao, grande maestro (e carissimo amico).

Giorgio Brezzo