Credere- obbedire- combattere 2Il passato, come un fiume carsico, talvolta riaffiora fra le pieghe del presente.
Lo dimostra la scritta fascista che sta lentamente ricomparendo sul “ciuchè” di Giaveno, nella centrale piazza San Lorenzo.
“Credere Obbedire Combattere” sono i tre imperativi categorici mussoliniani, scritti in lettere cubitali, che erano stati coperti, forse già nel 1945, a guerra appena finita, da un paio di mani di vernice. Una vernice che, ora, si sta letteralmente sciogliendo e sta lasciando riaffiorare i segni di un’epoca di guerre e sopraffazioni di cui non si sente la mancanza. La scritta sovrasta un monumento ai Caduti, uomini di cui proprio il fascismo causò la morte.
Per questo motivo, l’Anpi Val Sangone ha scritto, nei giorni scorsi, una lettera all’Amministrazione comunale di Giaveno, chiedendo la rimozione di quella scritta propagandistica e ricordando che la Val Sangone ha ricevuto una medaglia d’argento al Valor Militare per avere contribuito in maniera decisiva alla Resistenza e alla lotta per la Liberazione.
“In effetti, quella scritta è un obbrobrio e diventa sempre più visibile ogni anno che passa — commenta Marco Carbone, consigliere delegato ai Lavori Pubblici — Il campanile è un edificio pubblico sottoposto al vincolo della Soprintendenza per i Beni architettonici, pertanto la soluzione non sarà immediata, ma cercheremo un modo rapido per risolvere la questione”. Qualche giavenese ha persino proposto di raschiare via la scritta e ricoprirla con la riproduzione di una litografia de I Promessi Sposi del Gonin, scelta dettata dalla vicinanza del campanile con via Umberto e con le altre strade del centro storico che sono state recentemente tappezzate proprio da tali riproduzioni. La decisione finale, tuttavia, spetterà alla Soprintendenza.

Alberto Tessa