Giovanni Votta, premiato durante la festa patronale del 2007

Giovanni Votta, premiato durante la festa patronale del 2007

E’ solo un numero e sale di ora in ora. Ma dà, sia pure in modo parziale, la cifra della stima e dell’affetto dei santantoninesi nei confronti di Giovanni Votta, stroncato da un infarto mercoledì 15 ottobre, all’età di 53 anni. Il numero è 7.268. Tante le persone che (fino alle 14.50 di giovedì 16 ottobre) si sono collegate con la pagina Facebook del settimanale La Valsusa che, nel pomeriggio di mercoledì, ha dato ai santantoninesi e ai valsusini la triste notizia della morte del maestro della Banda di S.Antonino.

Il Rosario per Giovanni Votta sarà recitato questa sera, venerdì 17 ottobre, alle 20.30 in Chiesa Parrocchiale. Ma Giovanni sarà portato in Chiesa nel pomeriggio, verso le 17, così che lo desidera possa in questo modo rendergli omaggio. Mentre il funerale sarà celebrato sabato 18 ottobre alle 15 sul sagrato della Chiesa Parrocchiale.

In questi giorni , scrive Mattia Davriù su La Valsusa , “un intero paese è in lutto. La notizia dell’improvvisa scomparsa di Giovanni Votta è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel primo pomeriggio di mercoledì. Erano da poco passate le 13 quando un malore lo ha colto all’incrocio tra via Torino e Piazza don Cantore. Subito la chiamata al 118 e i tentativi di rianimazione, ma tutto si è rivelato inutile”.

Giovanni era “una persona che si definirebbe “impegnata nel sociale”, con il suo carattere talvolta burbero, che però nascondeva un cuore grande, che non amava stare sotto i riflettori preferendo un lavoro dietro le quinte”.

Solo martedì sera – ricorda Davriù – ci sono state le sue ultime prove con la Società Filarmonica, che dirigeva da più di trent’anni, dove ha riso e scherzato con tutti preparando i brani per il tradizionale concerto di Natale. Giovanni lascia un grande vuoto all’interno della sua famiglia e di tutta la comunità, un vuoto che sarà davvero difficile da colmare. Giovanni c’era sempre. Qualunque evento si organizzasse era sempre pronto ad aiutare, nell’allestimento della parte tecnica, e a dare il proprio contributo. Sant’Antonino ha perso davvero una parte di sé. Sarà difficile ora passare davanti alla sede della banda e non trovarlo più lì a preparare spartiti e fare lezione agi allievi, oppure non vederlo andare a spasso con Frodo e Bilbo (i suoi carlini) e la sua immancabile pipa”.

Giovanni Votta

Giovanni Votta

Sempre su La Valsusa, il ricordo di Bruno Andolfatto:

“Ci sono giorni nei quali fare questo lavoro (scrivere su un giornale) è difficile. Ieri, mercoledì 15 ottobre, è stato uno di quelli.

Perchè Giovanni Votta è stato mio compagno di scuola alle elementari e alle medie .E lo conoscevo, come molti, fin dagli anni dell’asilo.

Lo ricordo come un bambino, poi un ragazzo e poi un giovane solare, con tanta voglia di vivere e di scherzare. Solo con l’età adulta era diventato più riservato, per qualcuno addirittura un po’ burbero. Forse perché preferiva il linguaggio delle sette note a quello delle parole che spesso sono fonte di malintesi. Giovanni ha sempre dimostrato generosità, altruismo, desiderio di aiutare gli altri. Quanti bambini hanno imparato a suonare da lui e hanno trovato così un modo per esprimere quello che hanno dentro. Il cuore di Giovanni ieri  ha smesso di battere. Se n’è andato nello stesso modo di suo papà Adelmo, quando Giovanni era ancora un bimbo di sei anni. A “bordo” della sua bicicletta.

Lo sguardo di Giovanni, la sua musica e, perchè no, il suo insegnamento rimangono indelebili. Non vorrei esagerare ma secondo me, Giovanni, per Sant’Antonino é stato ed è per davvero un monumento.

Ciao Giovanni.

In questi giorni Sant’Antonino, senza di te, è proprio triste”.

E forse, il modo migliore per ricordare Giovanni Votta, è quello di ripercorrere con una galleria di immagini, alcuni momenti che lo hanno visto tra i protagonisti della vita del paese e della valle