chiostro_Abbazia_Novalesa_3“L’Abbazia della Novalesa è il luogo ideale per proseguire quel dialogo tra uomini di fede che fu avviato nei decenni scorsi dai predecessori di Papa Francesco, Giovanni XXXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto
XVI”. A dirlo è il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta che nei giorni scorsi ha lanciato
un’idea: organizzare nell’abbazia novalicense una grande iniziativa per la promozione del dialogo interreligioso.

L’occasione? La presenza della Città del Vaticano come Paese ospite d’onore del Salone del Libro 2014.
L’idea è stata lanciata durante l’incontro che i vertici della Regione Piemonte, della Città di Torino e della
Provincia e il Presidente della Fondazione per il Libro Rolando Picchioni hanno avuto giovedì 25 luglio a Roma con il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Commissione che sovraintenderà alla presenza del Vaticano al Salone del Libro. Agli Enti locali piemontesi il cardinale Ravasi ha chiesto di organizzare un programma di manifestazioni collaterali, che coinvolgano la Città di Torino e l’intero Piemonte in quella che la Chiesa Cattolica considera una importante occasione per avvicinare il grande pubblico alla storia delle religioni ed alla cultura religiosa.

“Confermando la disponibilità della Provincia di Torino a partecipare alle iniziative, abbiamo ribadito a Monsignor Ravasi l’importanza storica della presenza del Vaticano al Salone del Libro e di una eventuale visita del Papa in Piemonte, in un momento in cui il Santo Padre sta ponendo le premesse per un profondo rinnovamento spirituale e morale del Cattolicesimo”, sottolinea Saitta. “Quando si è iniziato a parlare della partecipazione del Vaticano al Salone del Libro, il nostro pensiero è subito andato ad uno dei luoghi-simbolo della spiritualità e della storia della Chiesa in Piemonte, l’Abbazia di Novalesa, che festeggia quest’anno il quarantennale dell’acquisto da parte della Provincia e del ritorno dei monaci benedettini.

A Novalesa la storia e la spiritualità cristiana parlano all’uomo moderno attraverso le vestigia restaurate
del millenario complesso abbaziale, gli affreschi delle cappelle di Sant’Eldrado e San Salvatore, gli oggetti
esposti nel Museo dell’Abbazia, l’ambiente naturale montano intatto, di cui il monastero è divenuto parte
integrante. Oggi l’Abbazia è nota a livello internazionale non solo per la sua storia ed il suo patrimonio
spirituale ed artistico. A Novalesa i monaci benedettini hanno creato un laboratorio per il restauro dei libri antichi, che ha fatto scuola in tutta Europa ed ha formato esperti di fama mondiale come Flavio Marzo, responsabile dei restauri alla British Library di Londra. Novalesa è il luogo ideale per proseguire quel dialogo tra uomini di fede che fu avviato nei decenni scorsi dai predecessori di Papa Francesco, Giovanni XXXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.