16179202_930472370422753_5442623952221372359_o«Siamo arrivati con sci e pelli di foca in prossimità dell’albergo e ci siamo ritrovati di fronte a un campo di operazione estremamente complesso. Oltre a ciò che rimane dell’albergo, spostato a valle di una decina di metri dalla neve che lo ha investito, abbiamo ritrovato macerie, mobili e automobili fino a 400 metri di distanza. Significa che le ricerche proseguiranno ancora a lungo su una superficie di terreno molto ampia». Queste le parole di Luca Giaj Arcota, il presidente del Soccorso Alpino piemontese, giavenese, che sta partecipando – fin dalle prime ore – , alle ricerche dei dispersi all’hotel Rigopiano, a Farindola, crollato in seguito ad una valanga. 15995037_770266296469027_6638500120681232451_o
Dalle 15 di giovedì 19 gennaio fino all’1 di notte il lavoro si è concentrato sulle operazioni di sondaggio e scavo tra la neve e le macerie dell’albergo nel tentativo di ritrovare eventuali superstiti. Si tratta di un compito disperato considerando le condizioni dello scenario di intervento: a causa dei materassi, cuscini e calcinacci frammisti alla neve le sonde continuano a trasmettere falsi segnali di ritrovamento e scavare con le pale nella neve pressata e appesantita dal disgelo è estremamente laborioso.
Dall’alba di venerd’ 20, i tecnici del SASP hanno ripreso le ricerche presso l’Hotel, mentre una squadra di 8 operatori è stata trasferita in Provincia di Teramo per portare con gli sci da alpinismo generi di prima necessità, acqua e medicinali nelle frazioni ancora isolate dalla neve.
Le ultime notizie sono positive, con sei persone trovate vive.