Il compressore incendiato

Il compressore incendiato

La corte d’assise di Torino ha assolto dall’accusa di aver agito con finalità di terrorismo i quattro attivisti No Tav di area anarchica a processo per l’assalto al cantiere della Torino-Lione del maggio 2013. Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, sono invece stati giudicati colpevoli di porto d’armi da guerra (in relazione all’uso di molotov), danneggiamento seguito da incendio e violenza a pubblico ufficiale. La Corte d’Assise, presieduta da Pietro Capello ha quindi’ sancito che il reato di terrorismo contestato dalla procura “non sussiste”. Delle parti civili solo Ltf ha ottenuto il diritto a un indennizzo, che e’ stato negato all’Avvocatura dello Stato e a un sindacato di polizia che si era costituito parte civile.
Alla lettura del dispositivo decine di simpatizzanti e attivisti No Tav presenti in aula bunker hanno urlato “liberta’” e anche “buffoni”. Una donna ha urlato “terroristi siete voi”.
“L’accusa di terrorismo era manifestamente infondata. E’ una vittoria su tutta la linea”. Cosi’ l’avvocato Claudio Novaro, legale dei quattro imputati. “Era la pena che auspicavamo – ha aggiunto -. Avevo detto ai miei clienti che sotto i 4 anni sarebbe stata una vittoria”. “Ovviamente – dichiara il legale – leggeremo la motivazione, faremo ricorso e andremo in appello perché ci saranno sicuramente dei passaggi che non condivideremo del tutto ma la circostanza che sia caduta l’accusa di terrorismo che nulla aveva a che fare con la storia del movimento no tav e anche delle sue ali piu’ radicali ci sembra una straordinaria vittoria, la consacrazione di quello che abbiamo tentato di dire fin dalle prime battute del processo”. per quanto riguarda la detenzione degli imputati l’avvocato Novaro preannuncia la richiesta di sostituzione della misura detentiva, “lo faremo nei prossimi giorni parlandone tra avvocati e con gli imputati”

assalto al cantiereI fatti  della notte tra il 13 e il 14 maggio 2013 secondo Ltf. “Nella notte ignoti hanno compiuto un’incursione nell’area dei lavori e hanno appiccato il fuoco a un motocompressore  nei pressi dell’imbocco del tunnel geognostico, con utilizzo di ordigni incendiari, danneggiamenti alle recinzioni e immissioni abusive in cantiere penalmente rilevanti”. Un fatto avvenuto  una settimana dopo l’aggressione all’autista di un camion che stava uscendo dall’autostrada  che veniva raggiunto da un fitto lancio  di pietre da pare di individui incappucciati. Le pietre rompevano il parabrezza e i finestrini laterali colpendo l’uomo alla testa e al petto”