Blocco sulla circonvallazione di Avigliana

Blocco sulla circonvallazione di Avigliana

Sono state giornate di passione, quelle vissute da lunedì a mercoledì dagli automobilisti e dai pendolari in transito lungo le strade e l’autostrada della Valle di Susa.

Il movimento cosiddetto “dei forconi” ha bloccato alcuni punti nevralgici della viabilità, con il traffico in tilt fin dalle prime luci dell’alba di martedì

Tra  gli snodi occupati dai contestatori, la rotonda della circonvallazione di Avigliana con il blocco del transito dei mezzi, provenienti da Giaveno e diretti
verso l’autostrada. I blocchi si sono successivamente estesi a macchia d’olio,
sulle varie rotonde, lungo corso Europa e sulla ex statale 24.

A ingrossare le fila anche contadini di  Giaveno, Avigliana e della bassa valle di Susa con i trattori,  ma anche lavoratori autonomi, idraulici, elettricisti, fabbri, muratori, commercianti, professionisti, provenienti da Cumiana, Piossasco, Rosta, Buttigliera Alta.

Nella tarda mattinata di martedì è stato bloccato anche corso Laghi, all’altezza
di piazza del Popolo, via Don Balbiano, via della Repubblica, dagli studenti dell’Itc Galilei, da alcuni commercianti, e lavoratori.

Un drappello di manifestanti, nei primi giorni della settimana, ha anche stazionato alla rotonda di Borgone, ma i disagi sono stati minimi.

Mentre per tutta la giornata di mercoledì raggiungere la città e tornare da Torino é stato decisamente problematico a causa dei blocchi negli svincoli di Avigliana est e Avigliana ovest e conseguenti disagi sulla 24 e sulla 25.

Tutto pacifico e corretto? Non proprio, anche se per fortuna non ci sono stati episodi di violenza come quelli accaduti a Torino, dove i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco la città.

Intimidazioni e minacce sono state segnalate dagli ambulanti impegnati nei mercati di Bussoleno (lunedì), Susa (martedì) e Condove (mercoledì).

Non è andata meglio a chi è andato nei centri commerciali per fare qualche acquisto. E’ il caso di una segusina che racconta: “Martedì sono andata alle Gru. Sembrava tutto sotto controllo. Alle 14,30 si è sparsa la voce che dal centro i “manifestanti” stavano convergendo sul posto e che cominciavano a spaccare le auto. In poco tempo i negozi hanno chiuso e siamo usciti. I parcheggi erano bloccati e sono stata costretta a numerose gimcane con l’auto per bypassare quelle con le targhe coperte che bloccavano il passaggio”. Ed ecco l’amaro commento:  “Per la prima volta in Italia ho percepito un clima di guerra civile, segnato dalla mancanza di libertà e dal pericolo per la propria incolumità”.
C’è da riflettere.