Due giorni di pellegrinaggio a Roma per la Giornata dei Cresimati e dei Cresimandi

C’erano anche i ragazzi dell’Unità Pastorale “129”, che unisce Giaveno, Avigliana e Reano, domenica 28 aprile, ad ascoltare le parole di Papa Francesco in piazza San Pietro, tra migliaia di altri ragazzi, in occasione della Giornata Mondiale dei Cresimandi e dei Cresimati, nell’Anno della Fede. In 400, accompagnatori compresi, sono arrivati a Roma dalla Diocesi di Torino, un’ottantina dall’UP 129. Due giorni di pellegrinaggio intenso, un’esperienza nuova per i ragazzi:  il viaggio in pullman venerdì notte, la professione di fede sulla tomba di S. Pietro, la visita al Colosseo e ai Fori Romani e, il clou, la domenica mattina, con la messa celebrata dal Papa. “Dio ci dà il coraggio di andare controcorrente, sentite bene giovani. Non ci sono difficoltà tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura”. Ha detto loro il Pontefice nell’omelia. “Con lui possiamo fare cose grandi. Giocate la vita per grandi ideali”. Un pellegrinaggio che per i ragazzi si è tradotto nella conoscenza di ragazzi di parrocchie diverse “in un senso di condivisione che è senso di Chiesa” sottolinea il diacono di Giaveno Gerardo Izzo, tra gli accompagnatori. Ma è la voce spontanea dei ragazzi che è emersa, nero su bianco, su un taccuino fatto passare in pullman nel viaggio di ritorno. Sono commenti entusiasti e colmi di emozioni “perché ho potuto vedere il Papa da vicino finalmente” , “perché abbiamo fatto nuove amicizie” scrivono. Ma anche spontanei: “Mi sono divertita molto – scrive Beatrice – questa esperienza è stata fantastica e mi piacerebbe molto riviverla. In questo viaggio ho imparato ad essere paziente, perché abbiamo dovuto aspettare molto”. “Occasioni così capitano raramente – fa notare Chiara – Dovremmo dire al Papa tantissimi grazie perché il nostro pellegrinaggio è merito suo”. “Il Papa ha detto – ricorda Fabio – ‘I cristiani non sono fatti per le cose piccole ma per grandi imprese’. Stare tutti insieme dà ad ognuno di noi quella forza per raggiungere e realizzare queste grandi imprese”. C’è chi si porta a casa “il sorriso di Papa Francesco” e chi il “suo bacio ai cresimati”.

Un’esperienza intensa anche per animatori e accompagnatori. “In piazza San Pietro siamo arrivati in tantissimi, partiti da ogni dove, con lingue o accenti diversi, vestiti diversi, abitudini diverse – scrive Mara – Con gioia ma anche con fatica, in alcuni momenti la calca all’entrata portava nervosismo, ma poi, all’inizio della Messa, ecco il silenzio della moltitudine, dei mille cuori diversi, ecco la pace e la certezza che tutti, nelle nostre diversità, siamo uniti in un unico cuore, in un unico abbraccio. Questo mi porto a casa: il sentirmi pellegrino in questo mondo, in cammino con volti noti e volti nuovi , verso lo stesso indirizzo”.

A.Z.