sindaci in regione

Marzo 2012: sindaci in Regione

“Vogliamo discutere di di sviluppo del territorio a prescindere dalla ferrovia Torino-Lione e per questo serve un tavolo politico”. Lo chiedono i sindaci No Tav della valle di Susa al presidente della Regione Sergio Chiamparino.La richiesta è stata avanzata venerdì scorso in un incontro che alcuni primi cittadini della valle hanno avuto in Regione con l’assessore regionale Francesco Balocco.

I sindaci, lamentano di non essere stati coinvolti nelle discussioni sul tema e, in una nota, fanno sapere di aver preso l’iniziativa “considerando  che dopo le ultime elezioni é cambiato l’assetto amministrativo regionale e locale”.

Il presidente della Regione Sergio Chiamparino

Il presidente della Regione Sergio Chiamparino

“Abbiamo scritto più volte ai rappresentanti del governo di essere ricevuti per esporre le nostre posizioni sul progetto di una nuova linea ferroviaria, ma le richieste non hanno avuto esito”.

Ma proprio ai sindaci No Tav, qualche ora dopo, giunge una calorosa (e clamorosa) esortazione dai grillini a non partecipare agli incontri in Regione “finalizzati alla creazione del comitato di pilotaggio” previsto dalla legge regionale sugli interventi a favore dei territori interessati dal passaggio della Tav Torino-Lione. L’indicazione, con toni quasi da scomunica, arriva da Francesca Frediani e Marco Scibona (rispettivamente consigliere regionale e senatore del Movimento 5Stelle), che hanno espresso “forte dissenso”  verso la scelta degli amministratori.
“Il dialogo tra i sostenitori dell’opera e il territorio valsusino – affermano – è  interrotto da anni, l’Osservatorio ha dimostrato tutta la sua inutilità e le udienze in aula bunker sono ormai l’unica occasione in cui possiamo ascoltare le voci
dei No Tav”. Se l’obiettivo dei sindaci è quello di riaprire un confronto con le istituzioni, allora  è opportuno pianificare percorsi esterni rispetto a quelli previsti da questo provvedimento di cui non riconosciamo né la legittimità né tantomeno l’utilità “.
“La ripresa di un confronto vero con le istituzioni – aggiungono gli esponenti del M5S – è  sicuramente auspicabile, ma il percorso deve ripartire da capo, evitando di inserirsi in uno schema preimpostato e finalizzato alla realizzazione dell’opera, con il rischio di pericolose strumentalizzazioni delle posizioni
degli amministratori valsusini. Riteniamo – è la conclusione – che una posizione ferma e chiara da parte degli amministratori No TAV sia doverosa nei confronti di quanti stanno pagando a caro prezzo il loro impegno nel portare avanti le giuste ragioni di opposizione all’opera”.