Il sì dalla Commissione Europea Questa volta non ci sono pi๠dubbi. Finalmente, dopo lunghissimo iter, anche il Marrone della valle di Susa ha la sua denominazione protetta. La tanto sospirata e attesa IGP: indicazione geografica protetta.

La notizia ha fatto il giro del mondo la scorsa settimana. La Commissione Europea ha infatti approvato l’iscrizione del “Marrone della Valle di Susa” IGP, nel registro delle denominazioni protette, il cui regolamento sarà  pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea.

La domanda di riconoscimento era stata presentata il 18 marzo 2010. Di lì è seguita la procedura comunitaria che prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati membri di presentare domanda di opposizione alla richiesta di Igp. Come vuole la procedura, il tempo è trascorso senza opposizioni e così il Marrone della Valle di Susa ha potuto essere iscritto nel registro ufficiale europeo delle Dop e Igp.

La denominazione “Marrone della Valle di Susa” indica il frutto ottenuto da 5 ecotipi locali correntemente indicati con il nome del comune di provenienza: Marrone di San Giorio di Susa, Marrone di Meana di Susa, Marrone di Sant’Antonino di Susa, Marrone di Bruzolo e Marrone di Villar Focchiardo.

La zona di produzione comprende l’intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Torino: Almese, Avigliana, Borgone Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Chianocco, Chiomonte, Chiusa San Michele, Condove, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Novalesa, Rubiana, Salbertrand, San Didero, San Giorio di Susa, Sant’Ambrogio di Torino, Sant’Antonino di Susa, Susa, Vaie, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo.

Nella domanda di riconoscimento così si presenta il Marrone: “Si caratterizza per il colore e la croccantezza della polpa, per il sapore dolce e profumato e per la pezzatura medio grossa: elementi che lo hanno reso un prodotto molto apprezzato sul mercato sia interno che estero.

Nella Valle di Susa la coltivazione dei castagneti da frutto ha inizio fin dal 1200, riscoprendo il castagno da allora in poi un ruolo fondamentale nell’economia locale perché la raccolta delle castagne garantiva un lavoro alquanto remunerativo ed assicurava una fonte alimentare insostituibile. Merita di essere ricordato il “Castagneretum di Templeris”, situato tra i comuni di Villarfocchiardo e San Giorio di Susa, appartenente all’ordine dei Templari, ove ancora oggi vi sono le pi๠antiche ceppaie”. E l’Unione Europea ha riconosciuto queste caratteristiche ed oggi l’IGP è così una splendida realtà .

Luca Giai IGP per il marrone di Susa