Il cardinale Angelo Bagnasco a Susa

Il cardinale Angelo Bagnasco a Susa

SUSA – Lunedì 3, ore 19.30. Un gruppo di una ventina di sacerdoti si aggirava per piazza San Giusto, dopo aver visitato la Cattedrale. Arrivavano dalla diocesi di Genova, avevano tutti superato i dieci anni di ordinazione, e si trovavano in Valle per una due giorni dedicata alla preghiera ed alla visita del luogo, il tutto in un clima di fraternità sacerdotale. La cosa sembrerebbe del tutto normale se, ad accompagnarli, non ci fosse stato sua eminenza il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e responsabile della diocesi di Genova. Gli faceva un po’ da “cicerone” don Antonello Taccori, parroco di Villar Focchiardo, avvertito all’ultimo momento da don Nicolò Anselmi, già responsabile nazionale per la Pastorale Giovanile, ed anche lui al seguito del cardinale. Nella giornata di lunedì, il gruppo ha visitato l’abbazia di Novalesa ed in serata appunto Susa. A Villa San Pietro, dove sono stati ospitati, i sacerdoti liguri hanno incontrato dopo cena il vescovo di Susa, monsignor Alfonso Badini Confalonieri, che ha parlato con il cardinale della situazione della diocesi in un clima del tutto amichevole e familiare.

Martedì, sua eminenza ed i suoi preti, prima di far ritorno a Genova, hanno ancora visitato la Sacra di San Michele. Ci ha detto don Antonello: “ “Il cardinale Bagnasco? Un uomo tutt’altro che distaccato e rigido, come a volte può apparire in televisione. In realtà, è veramente affabile e molto semplice e diretto. La scelta della Valle per questa visita è dovuta anche al fatto che la nostra zona è molto conosciuta ed apprezzata in Liguria.
Infatti, alcuni sacerdoti si sono informati sullo stato delle nostre case alpine”. Come giornale, abbiamo chiesto al cardinale, in piazza Savoia, mentre rimirava la vetta del Rocciamelone come un semplice turista (e senza zucchetto in testa) il motivo della sua visita in Valle: “Siamo venuti qui perché Susa è bella e lo stesso si può dire della Valle. Ed inoltre, per trascorrere due giorni in fraternità”. Il presidente dei vescovi italiani, un uomo dall’agenda pesantissima, riesce ancora a trovare il tempo per stare insieme e parlare con i suoi preti. La bella notizia è davvero questa, che rivela il volto, vero e del tutto umano, della Chiesa.
Giorgio Brezzo

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