Venerdì 18 l’assemblea dei comuni del consorzio socio-assistenziale Nell’assemblea del Consorzio intercomunale socio-assistenziale, meglio noto come Con.I.S.A., tenutasi venerdì 18 a Susa, l’assemblea dei sindaci ha approvato all’unanimità un importante ordine del giorno, che le stesse municipalità saranno chiamate ad approvare all’interno dei vari consigli comunali, per dare al documento maggiore forza.

Il suo contenuto è stato illustrato agli amministratori da Piero Genovese, vicepresidente dell’assemblea, dalla direttrice del Consorzio Anna Blais, e dal segretario Giorgio Guglielmo.

Il problema è presto detto: la sanità regionale è in forte crisi economica, ed i tagli resisi necessari si sono abbattuti anche sulle strutture che garantiscono i servizi sociali.

Tuttavia, a detta dei tecnici del’ente, si è operato con criteri preferenziali, favorendo alcune aree e discapito di altre, tanto da mettere in discussione la sopravvivenza stessa di alcune strutture, tra cui quella che lavora sul territorio valsusino.

Mentre permane una certa incertezza sul destino delle comunità montane, enti territoriali determinanti proprio anche per il funzionamento di consorzi come il Con.I.S.A., e per il quale si è in attesa di un pronunciamento regionale, ecco nel dettaglio l’ordine del giorno preparato dall’ente socio assistenziale per i singoli comuni.

In esso vengono condivisi “i criteri utilizzati dalla Regione per ripartire i fondi per la gestione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali”, proprio perchè “basati su elementi oggettivi, comparabili ed immediatamente verificabili, come la popolazione complessiva e le sue diverse articolazioni”.

Si esprime anche un plauso alla “valorizzazione del parametro della dispersione territoriale, quale concreto riconoscimento sia del maggior disagio che vivono le popolazioni che risiedono in zone ad elevata dispersione abitativa, sia del maggiore costo che tale fatto produce sulla gestione dei servizi”.

Molto importante, si ritiene che “il parametro di riequilibrio, adottato dalla Regione, legato all’entità ed all’incremento negli anni della quota pro-capite corrisposta dai comuni, debba prevedere correttivi che consentano di differenziare i piccoli comuni da quelli di grandi dimensioni, non essendo tra essi comparabili né le reali possibilità di reperimento di risorse aggiuntive, né gli spazi per operare scelte strategiche nell’ambito dei rispettivi bilanci”.

E si precisa che aderiscono al Con.I.S.A. 37 comuni, per un totale di 91.530 abitanti, di cui 14 al di sotto dei mille abitanti, 12 tra i mille ed i tremila, e sei tra i tremila ed i cinquemila, mentre soltanto cinque sono sopra i cinquemila, il più popoloso dei quali conta 12.367 abitanti.

G.B. alcuni partecipanti alla riunione del 18 novembre