Il ministro Zanonato al Napoleon di Susa

Il ministro Zanonato al Napoleon di Susa

Un tratto di Susa transennato e chiuso al traffico nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 17. Alle 13 il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato è atteso al Napoleon da un gruppo di imprenditori valsusini. Nelle ore precedenti sui siti No Tav c’è stato un fitto tam tam: “Tutti al Napoleon”. Alla fine, però, i manifestanti (una ventina) sono meno degli imprenditori, meno dei poliziotti e anche meno dei giornalisti. Ma si fanno sentire lo stesso: “Via dalla Valle di Susa, non vi vogliamo”. E da un balcone esce una signora che apostrofa i contestatori: “Siamo noi che non vogliamo più voi”. Insomma, un po’ di tensione c’è ma non è certo quella delle “grandi occasioni”. Il ministro è in ritardo di mezz’ora sulla tabella di marcia.

La contestazione dei No Tav

La contestazione dei No Tav

Dal marciapiede opposto al Napoleon alcuni imprenditori di Etinomia attaccano i loro …colleghi che attendono il ministro. E che, viene precisato da fonti vicine a Zanonato,  appartengono alle categorie economiche della città e sono quelli che hanno subito danni per aver lavorato o perché lavorano al cantiere Tav di Chiomonte.

Poi quando arriva Cota prima e Zanonato poi,  è Nicoletta Dosio ad alzare i decibel della protesta. Il ministro  però arriva da una via laterale, guadagna in fretta l’ingresso della sala conferenze e si risparmia così  la sua dose di insulti. I cronisti vengono lasciati fuori dalla sala. Solo dopo un po’ a fotografi e telecamere viene concesso per pochi minuti l’ingresso all’incontro.

Il motivo della visita lo aveva spiegato lo stesso ministro a Torino, prima di salire in Valle: “Dire alle imprese impegnate nella costruzione della Tav che lo Stato è con loro”.

Gli imprenditori presenti all'incontro

Gli imprenditori presenti all’incontro

Ma il territorio ha alcune cose da chiedere al ministro. Le dice il presidente della Regione Cota davanti ai taccuini dei giornalisti: “Serve uno sconto intorno al 30% sull’energia elettrica per le imprese valsusine”. Che poi è, in soldoni, il progetto “Smart Susa Valley” che, tra le altre cose, dovrebbe scongiurare l’annunciata chiusura delle Acciaierie Beltrame di San Didero con 350 lavoratori che rischiano il licenziamento.

Fatto inconsueto, all’incontro vengono ammessi anche due rappresentanti No Tav. L’insegnante Doriana Tassotti e l’imprenditore Riccardo Goghero di Etinomia, che hanno preso la parola per illustrare al ministro Zanonato i motivi dell’opposizione all’opera.

Bruno Andolfatto