Sospesa la legge che prevede l’unificazione di Alta Valle, Bassa Valle e Val Sangone La Comunità  Montana unica di Val Susa e Val Sangone forse rimarrà  un sogno nei cassetti dei politici. Infatti, il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso che la Comunità  Montana Alta Valle aveva fatto contro la Regione . E proprio il 21 luglio, i giudici hanno deciso di sospendere la delibera del Consiglio Regionale, nonché tutti gli atti e soprattutto la delibera di Giunta Regionale che approvava l’unificazione delle tre Comunità  Montane. Una vittoria, quindi della Comunità  Montana Alta Valle, che grazie al ricorso presentato dall’avvocato di fiducia, il prof. Paolo Scaparone, stoppa tutto il procedimento imbastito dalla Regione, che da destra a sinistra, aveva approvato l’unificazione di Alta Valle, Bassa Valle e Val Sangone. I motivi dello stop imposto dal Tar sono essenzialmente tre: 1) i giudici hanno ritenuto contrastante con la Costituzione l’accorpamento, perché tale operazione della Regione si rifà  alla legge Lanzillotta : Tremonti (la quale prevede la decimazione delle Comunità  Montane), che però pecca di invadenza dello Stato rispetto ad una prerogativa della Regione. 2) I giudici hanno accolto il ricorso, perché la data “di morte” delle Comunità  Montane sarebbe ormai segnata dal prossimo disegno di legge Calderoli, che ne prevede l’abolizione completa. Quindi, semplificando i concetti, il Tar è contro alla scelta di andare a creare un carrozzone unico con tutta una serie di nuove procedure (elezioni a novembre, liste, ecc.) se poi tanto tale ente viene abolito da una imminente legge dello Stato. 3) I giudici hanno sospeso la legge di unificazione, perché ha al suo interno una contraddizione territoriale, in quanto ad oggi, nonostante sia prevista la Comunità  Montana unica, le tre Comunità  Montane esistono ancora e sono ancora vigenti. In parole semplici, i giudici non hanno accettato il periodo di commissariamento, che sarebbe dovuto partire dal 31 luglio. Ma ora che succede? La palla passa alla Regione: venerdì la presidente Bresso e l’assessore Ricca vedranno i loro legali, per decidere la strategia. Carena e Ferrentino