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Enzo Gioberto, presidente Cna di Susa (il secondo da sinistra) con alcuni artigiani valsusini

ROMA – Artigiani e commercianti sono scesi a Roma anche dalla Valle di Susa martedì 18, per partecipare alla manifestazione “Senza Impresa non c’è Italia”, mobilitazione generale delle imprese promossa dalle cinque organizzazioni aderenti a Rete Imprese Italia: Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.

Decine di migliaia di imprenditori, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati nella Capitale per chiedere una svolta decisiva nelle scelte di politica economica del Paese, tenendo conto delle difficoltà e delle esigenze del mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato, che rappresenta il 94% del tessuto produttivo dell’Italia e ne è la forza trainante, visto che contribuisce per il 69% al fatturato nazionale e garantisce il 58,8% dell’occupazione del Paese.

Tra i valsusini scesi a Roma, anche Enzo Gioberto, presidente Cna di Susa: “Da tempo nel mondo dell’artigianato e della piccola impresa si sentiva la voglia di manifestare il proprio disagio per le tasse che strangolano la nostra attività e per la burocrazia che soffoca ogni iniziativa. La manifestazione è riuscita e siamo soddisfatti. Adesso speriamo che il Governo che sta per nascere, quando affronterà i tempi del lavoro e dell’economia, non si limiti a confrontarsi solo con Confindustria e Sindacati ma apra una discussione anche con i rappresentanti delle piccole imprese”.

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Patrizia Ferrarini (seconda da destra) in piazza a Roma con i rappresentanti dell’Ascom di Susa

In piazza, a Roma, c’era anche Patrizia Ferrarini, presidente Ascom di Susa: “Abbiamo portato il nome di Susa in piazza, eravamo 60.000 e Susa c’era. Il grido della nostra valle è ancora più forte di quello di altre zone d’Italia. Abbiamo affrontato un lungo viaggio in giornata, partendo al mattino prestissimo e ritornando a sera molto inoltrata; stanchi ma soddisfatti e con la certezza di aver portato una rappresentanza della Valle in quella che è stata ribattezzata“Piazza del popolo delle imprese”. Sul nostro territorio più ancora che altrove la politica deve dare dei segnali seri e tangibili, tante imprese purtroppo hanno già chiuso e molte sono in difficoltà, pertanto chiediamo ai politici meno parole e più fatti”.

B.And.