Il Governo sta decidendo di sospendere la rata di giugno della tassa

Il parere in merito dei sindaci di Oulx, Bussoleno e Giaveno

La sospensione dell’Imu, imposta municipale unica, la tassa più odiata dagli italiani, quella sulle abitazioni, è la prima sorpresa del nuovo esecutivo, quello delle larghe intese, guidato dal premier Enrico Letta. Qualcuno, che già è stato al governo e l’ha addirittura ideata, adesso preme per cancellarla di brutto, dopo che è toccato al governo tecnico vararla. In caso contrario, il Pdl ha già minacciato la caduta dell’attuale governo. Letta è tornato sul tema proprio in questi ultimissimi giorni: sarà sospesa subito la rata di giugno, ha detto il presidente del consiglio,  e poi si ridiscuterà insieme  le modalità per superare la tassa.

 

Per il premier, le polemiche su abolizione o riduzione dell’Imu non hanno corrispondenza con la realtà. Ma mentre infuria la bagarre tra il Pdl ed i ministri (il capogruppo Brunetta ha attaccato sia Delrio che Zanonato), che ne sarà dei bilanci comunali, che naturalmente fino ad ora potevano contare sull’imposta messa in atto da Monti? Abbiamo sentito in merito alcuni sindaci di Val Susa e Val Sangone.

 

 

Anna Allasio,

 

sindaco di Bussoleno

 

“Si fa presto a dire via l’Imu…E la notizia può anche far piacere a tutti, ma al nostro bilancio verranno a mancare 400 mila euro. Adesso si è in una fase di attesa, il governo dovrà dare illustrazioni precise in merito. Lunedì prossimo i nostri tecnici amministrativi si riuniranno a Torino, nella sede dell’Isel, l’istituto di documentazione,  ricerche e formazione per gli enti locali, per saperne di più su queste nuove proposte, capire cosa succede ed ipotizzare il da farsi. Sulla cosa in sé dico questo: trovo giusta la detrazione sulla prima casa, ma chi possiede una reggia, per me dovrebbe pagare. Di primo acchito, mi viene da dire: se il governo non troverà il sistema di farci avere in altro modo gli stessi trasferimenti che ci avrebbe garantito l’Imu, come piccoli comuni corriamo il rischio serissimo di chiudere bottega. Noi non intendiamo assolutamente recuperare i fondi in altri modi, come ad esempio alzando l’addizionale Irpef. I nostri concittadini vivono una situazione drammatica, non c’è lavoro, ogni giorno abbiamo in municipio code di persone che vengono a chiederci assistenza, un po’ a tutti i livelli. E noi siamo come impotenti. Infatti, dati i tagli e la mancanza cronica di finanziamenti, non è più possibile fare nulla. Niente più istituzione di borse lavoro, nente più organizzazione di appositi cantieri. Non so come stiano in alta valle, noi qui siamo sull’orlo del baratro”.

 

 

Paolo De Marchis,

sindaco di Oulx

 

Parliamo di IMU, nel vostro ultimo consiglio comunale era all’ordine del giorno: “Come atto dovuto entro il 9 maggio 2013 si doveva presentare la proposta di variazione delle aliquote riferite all’anno 2012, per poter aggiornare e quindi diluire nelle rateizzazioni l’imposta per l’anno corrente. Ma dal discorso alla Camera dei Deputati del nuovo Presidente del Consiglio, ieri pomeriggio, si evince che la prima rata IMU del giugno 2013 è sospesa, le politiche fiscali a livello nazionale verranno complessivamente riviste… bene una novità al giorno, ma attualmente la navigazione nel mare paludoso resta  in mano alle amministrazioni comunali”. Questo cosa comporta? “Sicuramente nell’immediato ci sarà un problema di liquidità per le amministrazioni, ma non è solo una questione di cassa. Fare un dibattito politico oggi è anche una questione di serietà nei confronti dei cittadini che si aspettano da noi una programmazione vera e propria con un bilancio di previsione approvato. Abbiamo sempre lavorato programmando, insieme ad associazioni, commissioni e assemblee pubbliche l’operato dell’Ente, definendo esattamente gli obiettivi da raggiungere mediante strategie idonee e sempre seguendo il programma presentato agli elettori nel giugno 2009. Visti i chiari di luna a livello regionale e nazionale, l’orizzonte che vorremmo intravedere è un bilancio di previsione verso fine maggio 2013 che passa attraverso politiche di fiscalità, principalmente IMU e altri tagli”. Più in dettaglio? “Tagliando per il 30% le spese assessorili relative manifestazioni, contribuzioni e quant’altro, lavorando su tagli di per circa 80.000 euro di spesa corrente, ma mantenendo gli attuali servizi mancano 572.000 euro per raggiungere il fabbisogno di circa 2.500.000 euro (come richiesto dalla Legge di stabilità) e questo è quello che porta alla proposta deliberativa delle aliquote IMU 2013 attestandoci purtroppo alle aliquote 2012 dei vicini Comuni Olimpici.   Siamo consci del fatto che ci obbligano a penalizzare  i nostri cittadini, stiamo scegliendo tra il mantenimento di una fortissima patrimoniale su un patrimonio che una volta portava reddito, e oggi è in parte sfitto, ed una tassazione nuda e cruda sul lavoro con l’addizionale comunale. Ho pensato e discusso, con il gruppo di maggioranza, anche alle dimissioni perché l’obiettivo nel 2009 era principalmente quello di costruire delle cose insieme e non di fare l’esattore delle tasse o di restituire allo Stato  debito pubblico che noi non abbiamo creato, pur salvaguardando principi di solidarietà nazionale. L’avvento di un commissario sarebbe peggio: tagli ai servizi, nessun programma di sviluppo per il paese ma solo numeri per far quadrare i conti. Non voglio mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi  o abbandonare la barca durante la tempesta anche se questa è una forte tentazione”.

 

 

Daniela Ruffino,

sindaco di Giaveno

 

“Come sindaco e amministrazione comunale abbiamo sempre ritenuto e pensato che le imposte sulla casa fossero inique – afferma il primo cittadino di Giaveno, Daniela Ruffino – partendo dal presupposto che la casa è frutto di duri sacrifici per le famiglie. Raccolgo quindi con piacere la scelta del nuovo Governo di abolire dell’Imu sulla prima casa, chiedendo però il conseguente trasferimento di risorse ai comuni. Da una breve ricerca appare come Giaveno sia tra i primi, se non il primo, Comune del Piemonte con il minor trasferimento dallo Stato. I tagli sono stati enormi. Ora abbiamo necessità di certezza di fondi, per poter lavorare al bilancio e garantire i servizi ai cittadini. Quindi l’operazione abolizione Imu sarà perfetta se andrà incontro alla richiesta dei sindaci, rispetto ai trasferimenti delle somme. Lo Stato ha incassato molto più del previsto”.

 

vito aloisio

giorgio brezzo

anita zolfini

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