Incendi. Mons. Badini Confalonieri: “Serve più prevenzione e… che Dio ci aiuti”

Incendi. Mons. Badini Confalonieri: “Serve più prevenzione e… che Dio ci aiuti”

Mons. Badini Confalonieri

Dobbiamo essere molto umili di fronte alla natura, che è meravigliosa, ma rispetto alle nostre capacità e forze è mille volte più grande. Quando si è di fronte al fuoco ci si rende conto che siamo ben piccola cosa e il nostro orgoglio si può facilmente ridimensionare. Fortunatamente non ci sono state né vittime né feriti, ma c’è tutta la montagna bruciata, anche perché per un mese e mezzo non ha piovuto ed è tutto secco. La natura fa il suo corso”.

Mons. Alfonso Badini Confalonieri, vescovo di Susa, commenta all’agenzia Sir gli incendi che da più di una settimana stanno devastando la Valle dovuti a siccità, vento, incuria. Protezione civile, Vigili del fuoco, Aib, Carabinieri forestali, Croce rossa, sindaci, apparati comunali, volontari, sono da giorni impegnati per far fronte all’emergenza. Finalmente la situazione “va un po’ meglio – prosegue -. Il fuoco si è fermato e nella zona centrale è ormai spento. Permangono altri focolai ma il grosso si è calmato. La montagna non brucia più come prima”. A scopo precauzionale è stata parzialmente evacuata la Casa di riposo San Giacomo di Susa. “Anche molte famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni – dice il vescovo -; alcune sono state accolte dalle suore francescane di Susa nella loro casa; altre da amici o parenti” e sono in attesa di poter tornare a verificare le proprie abitazioni.

“Forse – osserva – gli uomini possono cercare di prevenire. È un discorso tecnico,

ma ricordo che quando ero bambino si costruivano e mantenevano nei boschi le strade tagliafuoco che oggi a volte non si fanno o non si mantengono”.

“La gente – prosegue mons. Badini – ha capito che essendo noi poveri e deboli abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Ieri abbiamo pregato nella Messa; questa sera alle 21 presso la chiesa di san Francesco di Susa si svolgerà una veglia di preghiera”.

Sarà un momento di riflessione e preghiera, di solidarietà, di richiesta di perdono – spiegano i frati e le suore francescane che la promuovono -. Credenti e non credenti insieme per ascoltare la religiosità della terra che ci chiede di prendere la responsabilità della casa comune. Sarà un’occasione per abbracciarci, farci coraggio, pregare, riflettere”.

“Francesco di Assisi – si legge nell’invito – ci aiuterà a dire grazie a tutti coloro che stanno lavorando per la nostra valle; a dire grazie al Creatore; a dire ‘I care’ (‘mi sta a cuore’) la creazione che qui ora piange”.

“Il Signore – conclude mons. Badini Confalonieri – raddrizza le righe storte delle nostre comunità e questi eventi riattivano anche la fede e la preghiera”.