A come Artiginato, piccoli segni di ripresa Come sta l’artigianato, ai tempi della crisi? Secondo gli ultimi rilievi da parte della CNA, la Confederazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese, il malato presenta segni di ripresa, ma la prognosi è ancora riservata.

Secondo Alessio Stefanoni, responsabile provinciale della comunicazione per l’ente, “nel corso dell’anno, cinquanta aziende campione, su un totale di 300 da noi monitorate sul territorio valsusino, hanno fatto registrare questo dato: 15 hanno aumentato il fatturato, 11 lo hanno diminuito, 24 sono stazionarie. Ma il quadro, alla fine dell’anno potrà peggiorare”.

Cosa grava di più? “In molti casi, anche su Torino, pesa l’ulteriore dilatazione dei termini di pagamento, si arriva anche a 250 giorni, ed un veloce deterioramento del rapporto col sistema bancario. Se in una provincia, dove il 97% delle imprese ha meno di 50 dipendenti, si assiste a molte chiusure di piccole aziende, il dato è critico, preoccupante. A gettare la spugna spesso sono anche imprese storiche, imprenditori che in un altro contesto avrebbero proseguito l’attività, ma che per non rischiare, cessano la produzione e chiudono i battenti. E se nascono nuove attività, queste non rimpiazzano quelle chiuse”.

C’è qualche dato positivo? “Notiamo una maggiore attenzione del pubblico, per motivi non solo economici ma anche sociali, come il rifiuto di ostentare oggetti firmati in questo momento, su alcuni manufatti medio-alti, si veda il settore moda, o legno arredo, dove il marchio indipendente, svincolato dalla griffe, si afferma se di buona qualità ed a prezzi interessanti. E’ un segnale che gli artigiani debbono cogliere”.

La Valle,recentemente, ha rappresentato comunque una vetrina per l’artigianato: “Certo, con la mostra evento ospitata dal Castello di Susa. Si è trattato di un segnale positivo, una scossa per tornare a valorizzare le economie del territorio, quell non legate alla grande finanza speculativa e malgestita, e perciò risparmiate dalla crisi peggiore. E’ stato importante risvegliare l’attenzione dei consumatori sui prodotti a filiera corta. Bisogna insistere, alzar la testa e guardare questi prodotti con occhio preferenziale. Evitare gesti come comprar la maglietta cinese al mercato che pregiudicano la sopravvivenza di aziende a conduzione familiare dello stesso settore. L’evento di Susa ha inoltre aperto un’altra via, molto interessante: la sinergia tra artigianato e arte, una strada che può significare una vera scoperta, con il lancio di ulteriori micro-economie, che investono l’incrocio tra il mondo dell’artigianato e quello della creazione di opere d’arte. In certi casi, poi, e cose coincidono. Perchè l’artigiano, in molti casi, è lui stesso un artista”.

Giorgio Brezzo Artigianato