2014-01_04-03_442Claviere. Vacanze natalizie sulla neve, purtroppo, a volte significano anche incidenti sugli sci tra i quali il più grave è avvenuto domenica scorsa al Colletto verde, sopra Claviere, dove ha perso la vita T.M. un giovane sciatore torinese di appena 14 anni, finito contro una roccia in un avvallamento fuori dal tacciato a lato della pista n.100 bassa. Poi ci sono stati altri incidenti meno gravi tra i quali uno avvenuto il giorno dopo alla tragedia sullo stesso “plateau” del Colletto verde, una tipica zona sciabile sopra dei 2000m. con rocce e spuntoni in fuori pista. Qui si è infortunato, pare a causa di una “spigolata” eccessiva, un maestro di sci della Vialattea che con i suoi attrezzi da freeride, stava sciando più o meno nel punto dove ha perso la vita il giovane 14enne. Altri lievi incidenti si sono verificati anche in pista come quello che ha coinvolto un 60enne di Lodi che dopo aver perso il controllo degli sci sulla pista 8 di Sestriere meglio conosciuta come Direttissima, si è rotto una spalla e alcune costole. Intanto il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello vuole accertare se la zona del Colletto verde dove ha perso la vita il 14enne sia pericolosa. E mentre sulle piste da sci più basse il sole picchia sulla poca neve rimasta grazie alle temperature un po’ più fredde di questi giorni gli operatori del settore sono al lavoro per produrre neve programmata utile a proseguire la stagione dello sci in tutta sicurezza. Sugli incidenti accaduti interviene anche il Valter Marin, sindaco di Sestriere e presidente dell’Unione dei comuni Vialattea. “Purtroppo con la crescita del numero di sciatori sulle piste, aumentano anche le probabilità di incidenti. Restare sulla pista tracciata è la prima regola da seguire. Chi abbandona il tracciato lo fa a proprio rischio e pericolo. Un po’ come al mare dove la balneazione è controllata sino alle boe. Pur rispettando – continua Marin – il dolore delle famiglie che hanno avuto un proprio caro coinvolto in incidenti in montagna, spesso questi vengono trattati dai media con una sensazionalità a mio avviso eccessiva se paragonata a qualunque altro incidente, più o meno grave, che può capitare in ogni altro luogo. Le nostre montagne – conclude il sindaco – vivono di sci, grande industria capace di soddisfare le richieste dei nostri ospiti e di muovere il volano dell’economia sia a livello regionale che nazionale. Creare allarmismi non serve proprio a nulla se non a destabilizzare un settore turistico che in momenti come questi sta tenendo bene”.

Amedeo Macagno