KyengePoteva (e doveva) essere una bella occasione per Bardonecchia, località della neve e degli sport invernali ma non solo. Da sempre, quella che viene definita “la perla delle Alpi” è luogo di “frontiera”, di scambio, di incontro, di passaggio. Qualcuno però ha pensato bene di “guastare” la festa, o quanto meno di provarci.  Già, perchè da venerdì 18 a domenica 20 proprio Bardonecchia ospiterà la ventiseiesima assemblea nazionale del Movimento degli scout adulti. Ed è prevista, il 18 ottobre,  la partecipazione del ministro per l’integrazione Cécile Kyenge a una tavola rotonda.

Ma ecco il più  classico dei trabocchetti: una frase su face book viene postata dal consigliere Renato Brino, capogruppo di maggioranza. Che se la prende (com’è tristemente di moda da un po’ di tempo) proprio con  la  ministra Kyenge, ovviamente offendendola, con termini come “negretta” e aggiungendo:  “Dovremo disinfettare la sala del Palazzo delle Feste dopo il suo arrivo” . Passano quindici minuti, e come riferisce in un articolo La Valsusa,  Brino si accorge dell’enorme gaffe. Cancella il post dalla sua pagina, le sue parole hanno già fatto il giro d’Italia. “Ho commesso un enorme leggerezza, anche perché non sono razzista, voglio sottolinearlo, e sarei disposto a fare le scuse personalmente al ministro”, spiega Brino. E poi: “Qualcuno ha strumentalizzato la cosa, non mi dimetterò, se mi verrà chiesto questo dalla maggioranza farò gruppo a me stesso”. I consiglieri di minoranza non solo si dissociano, ma chiedono che Brino non ricopra più il suo ruolo. La maggioranza: “Il sindaco, la giunta comunale e il gruppo di maggioranza, viste le dichiarazioni del consigliere Renato Brino, seppur fatte a titolo personale e di cui lo stesso si è scusato pubblicamente, si dissociano da essere ritenendole inaccettabili”.

Al di là di ciò che potrà accadere nel palazzo comunale di Bardonecchia, la macchia rimane. E più che le parole sfuggite, in questo caso, sono i pensieri che le hanno mosse a preoccupare. Pensieri che coincidono con le parole o che si dissociano? La risposta sta nella coscienza di chi le ha scritte.

Bruno Andolfatto