TORINO «Se non possiamo difenderci dai lupi bisogna comunque salvare le mandrie con i vitelli e le greggi di pecore che stanno subendo danni pesanti, nell’indifferenza generale. I danni di lupi e cinghiali alle nostre imprese contribuiscono allo spopolamento delle montagne dove, negli ultimi dieci anni, un terzo delle aziende agricole, ha cessato l’attività». Questo il commento di Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, a fronte del rinvio, deciso all’unanimità, dai presidenti delle Regioni del Piano lupo, presentato dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.  Un rinvio arrivato dopo la validazione del piano da parte di 70 scienziati e il via libero tecnico all’unanimità della Conferenza Stato-Regioni.

«Ora dalle Regioni – aggiunge Fabrizio Galliati ­– ci attendiamo medesima responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori che, con coraggio, continuano a presidiare le montagne. Non ha senso consegnare a lupi e selvatici pecore, capre e vitelli spingendo alla fuga famiglie che da generazioni popolano le montagne. In tal modo si rende difficile l’agire di tanti giovani che, faticosamente, sono tornati per ripristinare la biodiversità con il recupero delle storiche razze italiane. Senza i pascoli le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città. Ci aspettiamo che le energie positive che si sono mobilitate in questa occasione si traducano adesso in impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un rapido e adeguato rimborso dei danni, senza se e senza ma. In Piemonte gli animali predati accertati superano le cinquecento unità in un anno».

«In agosto, proprio in Piemonte, abbiamo lanciato il progetto Ami i lupi? Adotta un pastore…! – informa Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino – al quale possono partecipare tutti i cittadini finanziando la campagna di crowdfunding che è tutt’ora online sul sito www.woopfood.com per dare un sostegno, con una formula nuova e diversa, a coloro che portano avanti l’allevamento e la pastorizia e si trovano a convivere con la presenza sempre più massiccia del lupo. Un modo per coinvolgere la società attraverso un progetto innovativo e di condivisione che coniuga la tradizione dell’allevamento alla pastorizia 2.0 dei giorni d’oggi. Con l’intento di dare un impulso all’economia delle vallate e delle zone collinari è in arrivo una linea di prodotti d’alpeggio che avrà il marchio del progetto – Ami i lupi? Adotta un pastore…! –, sinonimo di qualità ed affidabilità».