gemma_copiaSUSA –  Una pacifica contestazione, venerdì 31, da parte di una cinquantina (nel momento di massima affluenza) di militanti No Tav, davanti al municipio, ha fatto slittare alle 18 un incontro tra i tecnici di Ltf e l’amministrazione Amprino (più Montabone della minoranza, assenti gli altri) sul progetto definitivo della tratta internazionale. Intanto, il sindaco rilascia qualche anticipazione sulla sua lista di richieste al ministro per le infrastrutture Lupi, lre stesse che qualcuno chiama compensazioni. “I primi dieci milioni, pochi ma sicuri, saranno destinati alle aree oggetto di cantiere, quindi anche e soprattutto a Susa.
Su questo totale, alla nostra città spetteranno 6 milioni e 131 mila euro. Con questi fondi, realizzeremo vari interventi di viabilità, adeguamento alle norme di sicurezza di edifici pubblici, recupero complessivo dell’area archeologica e completamento dell’area sportiva. Qualche anticipazione nel dettaglio: un ponte sul Cenischia da affiancare a quello storico; alcune rotonde: di fronte all’ospedale sulla ss 24 al bivio con Meana, ed un’altra sulla 25 in zona ex distributore; nuovi marciapiedi in corso Couvert e via Vallero verso il cimitero. 1 milione e 200 mila euro saranno destinati per l’area archeologica: castello, parcheggi, gradinate e teatro; 131 mila euro per la sistemazione del Sacrario e del giardino della Memoria, mentre 800 mila euro, oltre all’intervento economico che sarà effettuato dalla Dinamica, serviranno per completare l’offerta sportiva al Priorale, con la realizzazione di un palazzetto dello sport, e saranno sistemati anche l’illuminazione e l’arredo urbano della via che porta alla piscina. In accordo col Demanio, 100 mila euro finanzieranno un progetto per il recupero delle carceri, spazi che saranno utilizzati come deposito e laboratorio di restauro per il museo civico. Altri 300 mila euro saranno invece utilizzati per la creazione di un agriparco e orti urbani in regione Polveriera. In più, è stata inoltrata una richiesta per successivi 20 milioni, dei quali 12 e 182 mila euro toccheranno a Susa, per finanziare interventi successivi al 2014, riguardanti anche opere di competenza di altri enti, come la provincia, ad esempio per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Abbiamo avanzato tutte queste richieste, ferma restando la deroga al patto di stabilità, e, cosa importantissima, la creazione della zona franca. A noi amministratori stanno a cuore tutte quelle opere che si possano tradurre immediatamente in opportunità di lavoro per i cittadini, oltre che per riqualificare la città”. Anche il capogruppo dell’opposizione, Giorgio Montabone, ha specificato la sua posizione in merito: “Voglio fare un accorato appello: indipendentemente dalle personali opinioni, credo sia fondamentale entrare nel merito del progetto; noi lo stiamo facendo come amministratori, ma è necessario che anche i singoli cittadini che possono essere eventualmente coinvolti dal progetto si presentino agli incontri che Ltf sta effettuando. Non entrare nel merito perché contrari, senza se e senza ma, nel momento in cui partissero i lavori, potrebbe risultare inutile o addirittura controproducente. Il mio impegno politico è mirato a far sì che i proponenti l’opera capiscano che l’impatto di un cantiere di questo tipo sul nostro territorio necessita di azioni e compensazioni che sono ben diverse da quelle che si promettono in questi giorni come realizzazioni di opere già previste da anni, come il ponte degli alpini, o altro.
La politica tutta si unisca con forza alla richiesta che il nostro territorio diventi Zona Franca in modo che vi siano ripercussioni reali, serie e forti per l’economia della nostra città”. Temi e argomenti che spaccano. E Susa deve scegliere, “interpretando” gli scenari futuri.
Giorgio Brezzo