Manifestazione ad Aiton il  30 marzo 2002

Manifestazione ad Aiton il 30 marzo 2002

Il rischio? Presto detto. Che il Monte Bianco diventi il traforo “nobile”, quello dedicato ai turisti. E che al Frejus tocchi il lavoro “sporco”, quello dei “plebei” del traffico pesante. E poi, con le due “canne” operative nei due sensi di marcia da aprile 2019, il traffico di mezzi pesanti nel Frejus potrebbe salire fino a un massimo di 1 milione di tir l’anno

Così la vallata della Maurienne, sul versante  francese del traforo autostradale del Frejus, continua la sua battaglia contro l’inquinamento e il traffico dei tir. Per il 9 aprile il “Syndicat du pays de Maurienne” (organizzazione che aggrega i Comuni della valle) ha indetto una manifestazione ad Aiton,.

A darne notizia, qualche giorno fa, un articolo pubblicato dal quotidiano Le Dauphiné Libéré

La manifestazione (annunciata da un articolo pubblicato dal quotidiano Le Dauphiné Libéré) sarà simile a quella che si svolse nello stesso luogo il 30 marzo del 2002; quel giorno duemila persone bloccarono le vie di comunicazioni per diverse ore.

Lo scopo: protestare contro il ritardo nella riapertura al traffico del traforo del Monte Bianco, chiuso dopo il disastro avvenuto nel 1999.

03“Monte Bianco santificato, Maurienne sacrificata”, si leggeva allora sugli striscioni dei manifestanti. Oggi la situazione è un po’ cambiata, visto che il Bianco è stato riaperto ormai da anni, ma gli amministratori della Maurienne continuano a denunciare una disparità di trattamento tra le due valli.

“Pretendiamo nella nostra valle, come nella valle de l’Arve, che sia interdetto il passaggio ai camion euro 3 e a quelli di categoria inferiore (più inquinanti)”, fa sapere Yves Durbet, presidente del “Syndicat”. Una misura che, secondo Durbet, non ostacolerebbe i vettori francesi che ormai fanno circolare pochissimi mezzi pesanti di antica generazione”.

Intanto, i camion “euro 1” dal mese di maggio non potranno più circolare nel traforo del Frejus mentre gli euro 3 potranno passare nel Monte Bianco, a condizione che quella zona non sia dichiarata in “allerta inquinamento”  e, in questo caso i tir euro 3, sono costretti a prendere la via del Frejus.

La protesta non sarebbe limitata alla sola Maurienne, visto che il Syndicat du pays de Maurienne sostiene di avere ottenuto il sostegno anche degli amministratori del circondario di Chambery.

Per i savoiardi quindi – la soluzione è una soltanto: che le valli (quella della Maurienne interessata dal traffico del Frejus e quella dell’Arve, interessata dal traforo del Monte Bianco) siano trattate nello stesso modo.

In più, secondo gli organizzatori della manifestazione del 9 aprile,  va sviluppata la soluzione del trasporto ferroviario delle merci. E qui, al primo posto, c’è la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario tra Lione e Torino e nello sviluppo dell’autostrada ferroviaria alpina utilizzando le linee esistenti.  Ed è per questo motivo che gli amministratori pubblici della Marienne, il 7 marzo scorso, si erano rifiutati di partecipare, il 7 marzo scorso, alla manifestazione organizzata dai gruppi ambientalisti, ritenuti troppo vicini alle tesi degli oppositori dell’alta velocità ferroviaria Lione-Torino.