La metropolitana di Torino (foto Michele D'Ottavio)

La metropolitana di Torino (foto Michele D’Ottavio)

E’  ufficiale. La metropolitana di Torino arriverà alle porte della valle di Susa. A Cascine Vica, per la precisione. I soldi finalmente ci sono e ce li mette lo Stato. Nei giorni scorsi, infatti, il Governo Renzi ha inserito ufficialmente la metropolitana di Torino tra le opere che serviranno a “sbloccare” l’Italia. La decisione, va detto, è frutto anche di un’azione martellante di pressing politico estivo, compiuto dagli esponenti istituzionali e politici piemontesi. Risultato: il prolungamento della metropolitana fino a Rivoli, per un ammontare preventivato in 304 milioni di euro, sarà sostenuto dallo Stato, a condizione che l’opera sia cantierabile (e appaltabile) entro e non oltre il 31 agosto 2015. Altrimenti non se ne farà nulla e il sostegno economico sarà dirottato in altre direzioni.

“Occorre fare in fretta e accelerare i tempi”, è il commento del sindaco di Torino Piero Fassino. Cui fa eco il senatore Pd Stefano Esposito: “Entro il 31 dicembre bisogna arrivare con i progetti definitivo ed esecutivo pronti”. Ed ecco che il tavolo di confronto è partito immediatamente. E martedì 2 settembre, nel Comune di Torino, si sono incontrati i sindaci di Rivoli, Collegno e Grugliasco Dessì, Casciano e Montà, GTT, con i rappresentanti di Infra.To (la società di proprietà del Comune di Torino che ha progettato la metropolitana) e dell’Agenzia per la Mobilità. Per la Città di Torino erano presenti il sindaco Fassino, gli assessori Lubatti, Passoni e Lo Russo, il Direttore Generale Gianmarco Montanari ed il Direttore dell’Urbanistica Paola Virano.

Tra le prime decisioni prese, l’immediata lettera di incarico ad Infra-To per la progettazione definitiva, un protocollo d’intesa fra gli Enti Locali coinvolti dal progetto, l’adozione delle relative delibere da parte delle Amministrazioni e la costituzione del Comitato Tecnico che seguirà le varie fasi dell’opera.

Insomma, non c’è un minuto da perdere per arrivare puntuali a un appuntamento che ha come orizzonte il 2020, anno in cui la metro dovrebbe arrivare a Cascine Vica.

I finanziamenti

Ma quanto costerà il prolungamento, di cui per la verità si parla da anni e che (con una decisione da non pochi ritenuta discutibile) è stato a suo tempo messo da parte per favorire l’altro braccio della linea 1, quello fino a piazza Bengasi? Le cifre le fornisce il senatore Pd Stefano Esposito che, negli ultimi tempi, ha martellato parecchio Renzi & C. per arrivare a questo risultato: “Il costo messo in preventivo è di 304 milioni, ma i ribassi d’asta-dovrebbero far scendere sensibilmente la cifra”. E come arriveranno i soldi? “Lo “sblocca Italia” stanzia da subito 100 milioni. La seconda tranche arriverà con la legge di stabilità 2015 (che stanzia fondi per le opere anche per i due anni successivi). Si tratta di 40 milioni di euro a cui si aggiungono altri 60 milioni che, però, serviranno a finanziare l’altro braccio della metropolitana, quello della linea 2 (che deve ancora essere definito). Altri 50 mila euro arriveranno nel 2016 e 54 milioni verranno stanziati nel 2017”. In tutto fanno 240 milioni, ne mancano ancora. “Sì, ma se si considerano i ribassi d’asta l’obiettivo diventa molto vicino e facilmente raggiungibile”.

3,4 chilometri da scavare

I chilometri da scavare saranno in tutto 3,4 e le fermate dovrebbero essere quattro: Certosa, Collegno Centro, Leumann e, infine Cascine Vica. La stazione di attestamento viene immaginata nella zona del “maxi standa”, più o meno in corrispondenza del punto in cui confluiscono le due tangenziali di Torino e non lontano dall’imbocco dell’autostrada del Frejus.

“Un’area decisamente strategica – commenta Domenico Arcidiacono, uno dei promotori del Comitato per il prolungamento della Metro fino a Rivoli – che ha un respiro internazionale, nazionale e locale. Qui confluisce il traffico che arriva dalla Francia, dal lombardo veneto, dalla Liguria e dall’Emilia Romagna. E chi deve recarsi in centro città potrà tranquillamente lasciare l’auto nel grande parcheggio che verrà creato e salire sulla Metropolitana”.

Ma non sarà soltanto un’area di parcheggio. “Servirà anche come luogo di interscambio per il trasporto pubblico su gomma, garantendo così una maggior velocizzazione ed efficienza del trasporto pubblico stesso”. Lo scenario ipotizzato da Arcidiacono (vedremo poi se i progetti corrisponderanno) vede “un’area capace di avere non meno di 500 parcheggi, meglio se si arriva a 1000. Immaginando che ciascun posto auto occupa circa 12 metri quadrati e che serviranno aree di manovra e di viabilità interna ci vorranno circa 20 mila metri quadrati. Che potrebbero ridursi se verranno immaginati posti auto al coperto e costruendo un parcheggio interrato e con i silos”.

I benefici per i valsusini? “Sono evidenti”, risponde Arcidiacono. “Un esempio concreto? Già oggi chi deve andare alle Molinette fa una cosa insensata se prova a raggiungere l’ospedale in auto. Ci mette un sacco di tempo e, arrivato sul posto, fatica a trovare parcheggio. Se lascia l’auto a Collegno o su corso Francia (o se va a Torino in treno) e prende la metropolitana e scende in piazza Carducci, risparmia tempo, denaro e… nervoso. Tra qualche anno, con l’attestamento della metropolitana a Cascina Vica, le cose non potranno che migliorare”.