Correva l’anno 2012, mese di marzo, giorno 3. Le proteste No Tav sono di nuovo esplose e un gruppo di attivisti No Tav blocca il casello della A32. Risultato: 185 veicoli passano la barriera senza pagare il pedaggio. Ma la cosa non finisce lì. La Sitaf denuncia i manifestanti e, proprio oggi, un quindicina di loro compare in Tribunale, a Torino per essere messa sotto processo. La Società, che si è costituita parte civile nell’ambito del procedimento per i fatti accaduti quel giorno, chiede un indennizzo di circa 25 mila euro.

Una cifra che comprende non solo i pedaggi mancati ma anche danni materiali relativi al fatto che, nel timore delle proteste No Tav, per un po’ di week end i turisti hanno evitato di prendere l’autostrada per raggiungere l’alta valle di Susa. Secondo la Sitaf, in sostanza, le dimostrazioni dei No Tav fecero crollare il turismo in Valle di Susa e anche l’autostrada Torino-Bardonecchia ne ha risentito. A sostenere la tesi in tribunale, a Torino è stato l’avvocato della Sitaf, la società concessionaria della A32, Alberto Caretta.