Raffaella Marconcini

Raffaella Marconcini

La bandiera sabauda ha accompagnato il feretro dell’ultima castellana di Bruzolo. Raffaella Marconcini si è spenta il 7 agosto lasciando un silenzio assordante in tutto il paese.

Una morte inattesa, nonostante l’età avanzata, giunta dopo pochi giorni d’ospedale. Raffaella era nata l’11 novembre del 1921, ma con la sua vitalità e la sua freschezza pareva destinata a tagliare il traguardo del secolo di vita e tutti pregustavano questo momento, come grande fu la festa per i suoi novant’anni l’11 11 11, l’undici novembre del 2011 quando emozionò tutti con il suo spirito giovanile.

L’incredulità quindi è stata il primo sentimento dei bruzolesi in questo fresco agosto, quasi si trattasse della scomparsa di una ragazza. Perché lei con la sua mente aperta era una ragazza di 92 anni. E questo la dice lunga sull’amore dei bruzolesi per la sua castellana, che ha sempre amato la sua Bruzolo e ha sempre custodito, sino all’ultimo, quel castello in cui si respira Storia in ogni pietra.

Quel castello è stato la sua casa, il suo mondo, la sua vita. Qui appunto nel 1921 Raffaella è nata da Lidia Torretta, maestra e scrittrice di libri per bambini presso l’editore Paravia di Torino e da Federico Marconcini, avvocato docente all’università di Torino, primo segretario del Partito Popolare di Don Sturzo, consigliere in Provincia, Deputato e poi Senatore, in Parlamento dal 1919. Qui nel castello la piccola Raffaella nel 1930 ha recitato a memoria una poesia per il principe ereditario Umberto II, cui resterà legata per tutta la vita.

Una vita da insegnante la sua, prima a Biella, poi in una scuola media di periferia a Torino. Donna moderna che prende la patente e nel 1962 acquista quella 1100 Export Fiat che ancora pochi anni or sono usava per Bruzolo.

Sul finire degli anni sessanta il matrimonio con Adriano Pampana, che troppo presto la lascia vedova. Si rigetta nella mischia e diventa presidente del neonato Consorzio irriguo. Diventa madrina del Gruppo Alpini di Bruzolo e lancia la tradizione della messa di San Michele con il falò nel cortile del castello.

Ancora nel 2010, a ottantanove anni, accetta di buon grado di collaborare ai festeggiamenti per la ricorrenza dei 400 anni del Trattato di Bruzolo. E nell’agosto del 2013, a quasi novantadue anni, tiene ancora una bella serata di musica e poesia, organizzata a favore della raccolta fondi per il campanile di Bruzolo. Incredibile che una donna così non ci sia più.

Al funerale il sindaco Chiara Borgis l’ha ricordata con una sua poesia “Prima che venga sera” e bisogna proprio dire che prima che sia giunta la sua sera Raffaella di cose ne ha fatte tante davvero e di lei resteranno bellissimi ricordi, come quelli degli ultimi pranzi in compagna dei suoi cari amici, in cui lei era indiscutibilmente la grande protagonista. Ciao Raffaella.

LUCA GIAI