L’Uncem disponibile a contribuire con idee e proposte alla redazione di un piano specifico nelle aree montane, con la nascita di nuovi poli di servizi che garantiscano la continuità assistenziale

UNCEM Lanzo incontro con Saitta 12 2015 BUncem ha molto apprezzato l’impegno dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, espresso stamani a Lanzo, per riorganizzare, con specifici strumenti e opportunità, i servizi sanitari e assistenziali nelle aree montane. Incontrando prima i cittadini che risiedono nelle Valli e poi i sindaci del territorio, Saitta ha annunciato la necessità di potenziare e riorganizzare il 118 nelle aree alpine e appenniniche, individuando una rete di basi di atterraggio anche nelle ore notturne (quattro gli elicotteri attrezzati per il volo di notte). Sono molti i Sindaci che negli ultimi anni avevano espresso esigenze in questa direzione, già localizzando specifiche aree, e dato la disponibilità a lavorare. Si apre con questa intenzione politica, tecnica e operativa dell’assessorato un nuovo orizzonte positivo, già individuato da altre Regioni. Ne abbiamo bisogno anche qui, per dare maggiori garanzie di sicurezza a chi vive e lavora nelle Terre Alte. Non solo. “Ho recentemente proposto all’assessore Saitta – afferma Lido Riba, presidente Uncem – di redigere un piano che individui in ciascuna delle 40 vallate e aree omogenee alpine un polo di servizi di base, con i medici di famiglia e degli infermiere, dove si possono fare esami semplici ma importanti, come la misurazione della pressione del sangue, richiedere impegnative mediche, avere un dispensario farmaceutico per i Comuni dove non vi sono farmacie. Saitta ha fatto sua questa proposta sulla quale stava già lavorando e stamani ne ha parlato con gli Amministratori a Lanzo. I sindaci e Uncem sono disponibili a lavorare con l’assessorato, con la Giunta e con Il Consiglio nel declinare questo piano. Che ovviamente deve tenere conto in primo luogo della presenza importane e preziosa degli ospedali di territorio nei Comuni capoluogo delle vallate, come Lanzo, Domodossola, Susa, Pomaretto. A questa necessità si deve unire un nuovo piano, moderno e in linea con quanto fatto in altri Paesi alpini europei”. Serve l’impegno da parte di tutti, Comuni, Unioni montane, Giunta e consiglio regionale. Uncem darà il suo contributo di idee e anche di sintesi. Obiettivo: potenziare servizi e opportunità nelle Terre Alte, ottimizzando la spesa. “Ci sono già valide esperienze in corso – prosegue Riba – che garantiscono la continuità assistenziale. Come la telemedicina. Vanno mappate e diffuse. È un segno della modernità anche in campo sanitario e assistenziale”.