hospice san luigiA pochi passi dall’ospedale San Luigi di Orbassano, c’è un luogo, al limitare di un piccolo bosco, in cui il mutare improvviso del paesaggio circostante è il segno di un cambiamento più profondo. Una soglia invisibile, eppure chiara, pare infatti dividere la frenesia dal raccoglimento e il tempo sembra essere scandito da un orologio diverso, più lento, più a misura di essere umano. “Anemos” è il nome di quel luogo. Una parola che, nella ricchezza della lingua greca, può significare “vento”, ma anche “respiro” e “anima”. La burocrazia lo definisce “hospice”, ma è forse più appropriato vederlo come la prua di una nave da cui si può iniziare un viaggio dentro sé stessi, quando la medicina dice che non c’è più nulla da fare. interno hospice
È un luogo di cura, nel significato più alto e totalizzante di questa parola, gestito dall’associazione “Luce per la vita”, onlus nata nel 1997 e diretta da Eugenia Malinverni che si occupa anche di fornire cure palliative e assistenza domiciliare a quelle persone, nel territorio dell’Asl To3, che sono giunte alla fine del proprio cammino sulla terra.
Nell’edizione in edicola, chi vive e lavora nell’hospice e chi opera nel mondo delle cure palliative, con un’intervista al dott. Filippo Valentini, medico “palliativista”.