DSC_1238E’ terminato con la canzone che ha sempre intonato con orgoglio, “Bella Ciao”, l’ultimo saluto a Maria Riva, per i più Mariella, al Santuario di Trana, paese dove oggi riposa per sempre. Madre, nonna, maestra, staffetta partigiana e instancabile testimone degli anni della Resistenza, il cuore di questa minuta e coraggiosa donna, si è fermato il 20 agosto, a 91 anni.
In Val Sangone il suo nome era indissolubilmente legato agli anni della guerra di Liberazione, che la vide impegnata, giovanissima, a correre tra i monti come staffetta partigiana, curare i feriti nell’ospedale di Giaveno o cercare di dare un nome ai corpi straziati di combattenti giovani quanto lei per riconsegnarli alle loro madri. Per questo, l’anno scorso, si mobilitò per apporre una targa sulla chiesa parrocchiale di Forno di Coazze, per ricordare che anche quello, come l’Ossario e la Fossa Comune, fu un luogo importante della Resistenza. Per questo era sempre presente in prima fila alle commemorazioni con la sua verve e la voglia di raccontare quegli anni bui, soprattutto ai giovani. E per questo, lo scorso 2 giugno, la città di Giaveno, dove nacque nel 1925, le ha tributato la cittadinanza onoraria.

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