stabilimentoLunedì 20 gennaio si saprà se per i 94 lavoratori della Vertek di Condove ci sarà un futuro.

Scadono infatti proprio quel giorno i termini dei tre bandi per la “vendita” dei punti produttivi del Gruppo Lucchini: quello più consistente, che riguarda il complesso Piombino-Lecco e gli altri due per la Vertek di Condove e per Gsi.

Indiscrezioni, nelle ultime settimane, sono filtrate sui destini di Piombino, con due contendenti che hanno presentato la loro manifestazione di interesse: si tratta del fondo svizzero Klesch e della cordata italiana composta da Duferco, Feralpi e Acciaierie Venete. Un passaggio che porterà con sè tagli alla produzione e, probabilmente, ai posti di lavoro.

E per Condove? Giuseppe Florio, delegato della Fiom, riferisce di una situazione “preoccupante. Poche o nessuna certezza, poche indiscrezioni. Si è parlato, nei mesi scorsi, di un possibile acquirente che, però, ridurrebbe drasticamente la potenzialità dello stabilimento condovese e la forza lavoro che passerebbe dagli attuali 94 dipendenti a poco più di una ventina”.

Voci di corridoio, poi, ipotizzano anche “un ulteriore spostamento di qualche giorno della scadenza del 20 gennaio”. Ma, si affretta a dire Florio, sono solo voci. Insomma, i destini di uno degli stabilimenti “storici” della valle di Susa – quello che, per intenderci, era sede della gloriosa Moncenisio di Condove – sono appesi a un filo. Così i 94 lavoratori dello stabilimento, venerdì 17 gennaio, dalle 9.30, terranno un presidio in Piazza Castello, a Torino, e chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto di Torino.