L’avventura della “maturità” raccontata da una studentessa alle prese con l’esame

Dizionario? Preso. Penna blu? Presa. Penna blu di riserva? Presa. Bianchetto? Non preso, ma tanto non posso usarlo. Bottiglia d’acqua? Presa. Dovrebbe esserci tutto, manca solo la testa, che è ancora impegnata a realizzare che domani, 21 giugno 2017, dovrà concentrarsi per sei ore consecutive cercando di fare una buona prima prova d’esame. Anche per me è arrivata la tanto famigerata “notte prima degli esami”… ma com’è possibile? Il primo giorno di scuola in prima superiore è stato solo l’altro ieri. Ed invece si è già concluso un percorso di cinque anni di cui l’esame di maturità rappresenta l’ultima tappa. Sono già le 23 … dovrei cercare di dormire, ma non è l’ansia per la giornata di domani a tenermi sveglia: inaspettatamente sono i mille ricordi di cinque anni di liceo che si fanno strada nei pensieri, a impedirmi di addormentarmi. Le gite, le interrogazioni programmate, gli scambi all’estero, le delusioni e le soddisfazioni per un voto preso, i sorrisi e le confidenze con la vicina di banco. Le emozioni vissute e rivissute che hanno fatto parte di una quotidianità che dopo questo temuto esame di Stato sembrerà lontana anni luce. Mi addormento così: con i ricordi di un percorso lungo e faticoso giunto ormai al termine. Ci siamo. È il 21 giugno: prima prova d’esame, sto arrivando. Colazione, jeans e maglietta, macchina. Davanti al cancello d’ingresso c’è tantissima gente: qualcuno è più rilassato altri hanno il volto tirato dalla tensione, fino all’apertura dei cancelli. Entriamo, ci sistemiamo in classe e dopo aver risolto le varie incombenze burocratiche ci vengono distribuite le tracce del tema: mi sembra impossibile dirlo, ma subito dopo la tensione è sparita, e quel fascicolo di fogli non mi è sembrato per nulla diverso da quelli consegnati altre mille volte durante i cinque anni precedenti. Per la cronaca: ho scelto la traccia su “Natura tra idillio e minaccia nella letteratura e nell’arte”. Ovviamente sotto forma di articolo di giornale.