piscina

A destra, Irene Vacchiotti e Sonia Bilotta con due amiche in piscina

L’esame di maturità? Si può anche prepararlo ai bordi di una piscina, mica è obbligatorio starsene chiusi in casa, come in clausura, tutto il giorno con la testa china sui libri. Così almeno la pensano Irene Vacchiotti (Liceo Norberto Rosa di Susa) e la sua “collega” Sonia Bilotta.
Un modo per stemperare la tensione, forse per esorcizzare la paura. Paura che c’è, inutile negarlo. Soprattutto in vista dell’orale:
“Finchè non lo passi, il terrore c’è sempre”, racconta Irene che aggiunge: “La parola chiave? Ansia. Certo, ho il mio piano che prevede di studiare una materia al giorno, dato che le altre le abbiamo già studiate per le prove scritte”. Chi fa eccezione è

Arash Safaei

Arash Safaei

Arash Safaei, studente di origine iraniana che ha frequentato la V dello scientifico Blaise Pascal di Giaveno:
“Non sono mai stato teso per un esame, perché so che il fattore tranquillità gioca un ruolo fondamentale, così come la sicurezza. Alla fine l’orale è una comune interrogazione, solo che ci saranno professori che non sanno nulla di noi e dunque bisogna saper trasmettere loro chi siamo in quei 50 minuti che ci concederanno”.

Marco Gay

Marco Gay

Ma le prove scritte come sono andate? Torniamo al Liceo di Susa per sentire Marco Gay.
“Le tracce della prima prova erano ben confezionate, e ce n’erano per tutti i generi. La cosa che rischia di mandarti in tilt è quella tensione che non hai di solito quando svolgi un tema in classe, ma in quella selva di titoli ce n’è almeno uno che va bene. Bisogna quindi mantenere la calma, raccogliere le energie e le idee. Per il resto, qualcosa sai che riuscirai a scriverlo”.
E la seconda prova? Arash Safaei parla di quella di fisica: “Mi aspettavo qualcosa di più complesso visto che in classe abbiamo fatto esercizi di una certa difficoltà. L’ “effetto Compton” era uno dei più gettonati, per questo non mi sono sorpreso quando me lo sono ritrovato all’esame”.

Temibile come sempre, la terza prova. Marco Gay: “Era… diciamo, complessa. Molto complessa, direi davvero tosta”. E adesso? Sonia Bilotta, del liceo di Susa: “Non è facile fare previsioni su come sono andati gli scritti. Molto dipenderà anche dalla “bontà” dei professori”. Quel che è certo è che le carte adesso vanno giocate all’orale. Prima di quel fatidico momento, ci sono ancora ore, giorni di studio (almeno per chi non è ancora…. passato) e, piscina o no, di tensione.
Ancora Sonia Bilotta: “Dato che ho una settimana di tempo ripasso le materie che non ho ancora guardato per gli scritti, mi preparo per la correzione delle prove e provo a pensare ai collegamenti che potrebbero fare i professori con la mia tesina: ho scelto Kandinskij e a lui ho collegato la politica culturale del terzo Reich.
Devo dire che ho un po’ paura ma non devo pensarci: mi dico è normale, ma poi qualcosa tirerai fuori”.
Bruno Andolfatto
con Federico Circhirillo,
Valentina Gioberto,
Alessandra Pipino