“C’è un pezzo importante della storia d’Italia che ha visto la nostra meglio gioventù fare una scelta importante e, sulla base di questa scelta, cambiare la storia di questo Paese. Brecth scrive ‘beato quelle nazioni che non hanno bisogno di eroi’, ma nel momento della necessità questi ragazzi lo sono diventati”. A dirlo è il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, all’Ossario di Forno di Coazze, domenica 5 novembre, durante la commemorazione dei caduti partigiani che, ogni anno, in due occasioni (maggio e novembre) rende omaggio a quanti morirono tra le montagne della Val Sangone per offrirci il Paese libero e democratico in cui oggi viviamo. 

Ma sono soprattutto i giovani ai quali il ministro si rivolge nel suo discorso, come monito: “Ogni giorno, nel quotidiano, ci troviamo a fare delle scelte. Voltare la faccia davanti all’ingiustizia o intervenire: fa la differenza, perché stanno riavvenendo cose che pensavamo non potessero riavvenire più. Oggi abbiamo persone che insegnano a picchiare chi ha la pelle diversa dalla nostra, terroristi che colpiscono nei luoghi della spensieratezza. Ai nostri ragazzi dico di prendere posizione perché non tutto è passato. Gli episodi di antisemitismo si ripetono, le stigmate dell’odio e dei crimini più efferati non sono venute meno. Per questo non possiamo dire che la Resistenza sia finita. Dobbiamo continuarla, su quei valori della Costituzione sui quali il sangue di questi giovani qui sepolti è stato versato”. 

Una visita rapida quella della Pinotti all’Ossario, in una domenica di tanto sospirata pioggia. Ad accompagnarla, prima alla Fossa Comune, poi al Sacrario dei Caduti, c’è il presidente del Comitato dell’Ossario, Piero Fassino, autorità regionali e comunali (a fare gli onori di casa, il vicesindaco di Coazze Grazia Gerbi), gli alti comandi delle forze dell’ordine, rappresentanti di associazioni e cittadini.

A conclusione della cerimonia, quando il ministro della Difesa è già andato via, don Michele Olivero ha celebrato la s.messa, durante la quale sono stati letti i nomi dei caduti, sulle notte dei ragazzi guidati dal maestro Tabone.