Sono 44 i minori stranieri di cui, dall’inizio dell’anno, si è dovuto far carico il Conisa (il Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali della Valle di Susa). Si tratta di ragazzi che vengono fermati, privi di documenti e senza alcun adulto di riferimento, in territorio francese o italiano e consegnati al commissariato di polizia di Bardonecchia. Tocca al Conisa “collocarli” in idonee strutture di accoglienza per minori.

Al momento l’ente ha ancora in carico 16 minori stranieri.

Un problema serio, perchè – dicono al Conisa – manca un’ulteriore disponibilità di posti sul territorio e servono conferme sul rimborso da parte del ministero relativamente alle spese di gestione.

Di qui l’ordine del giorno, approvato all’unanimità dall’assemblea del Conisa.

Nel documento si legge che c’è la percezione, “da parte degli amministratori locali e degli operatori sociali, di abbandono da parte delle altre istituzioni coinvolte, dal Ministero, fino alla Prefettura ed alla Regione, di forte solitudine e frustrazione, rispetto ad una problematica di carattere internazionale ed epocale che coinvolge la Valle in misura del tutto eccezionale ed anomala rispetto al restante territorio regionale”.

Dall’inizio dell’anno “44 minori sono stati affidati ai Servizi Sociali del Consorzio e da questo opportunamente collocati”. Ed ecco le conseguenze: “Totale saturazione dei posti letto disponibili sul territorio, senza che siano state messe a disposizione dal Ministero dell’Interno attraverso il sistema Sprar, cui compete far fronte alla prima accoglienza, risorse significative per l’accoglienza (ad oggi risultano assegnati 4 posti); grave esposizione finanziaria del Consorzio, che alla data odierna anticipa 652 euro giornalieri per il pagamento delle strutture di accoglienza o di quote di affidamento familiare, senza che dalla Prefettura sia pervenuto alcun rimborso, nonostante ripetuti e fermi solleciti”.

Il documento chiede “che venga istituita un’Unità di crisi, che veda sistematicamente coinvolte tutte le istituzioni competenti (Prefettura, Questura, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario competente in materia di tutele, Asl, Regione, Comuni) che consenta di affrontare in modo congiunto, complementare e sinergico le relative problematiche”