Un anno fa, il terremoto in centro Italia. Giorni tragici, segnati da lutto e distruzione. Il valsusino Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto Norcia è pastore di una delle chiese ferite dal sisma, ferite dal sisma del 24 agosto e distrutta (soprattutto Norcia, Cascia e Preci) da quelli del 26 e 30 ottobre.

“La data del 24 agosto richiama necessariamente la paura, lo sgomento e il senso d’impotenza provati un anno fa alla prima scossa che ha distrutto la frazione di S. Pellegrino di Norcia e lesionato diverse case e chiese in Valnerina”. 

“A un anno dal tragico evento – prosegue il presule – è doveroso rendere omaggio al coraggio e alla determinazione di quella gente che non si è arresa, ma ha confermato immediatamente il proprio attaccamento alla terra natia e la voglia di ricominciare.

Nello stesso tempo non si può dimenticare la grande catena di solidarietà e generosità che ha avvolto come in un abbraccio tutti coloro che portano le ferite del sisma.

In questo momento non possiamo dimenticare l’isola di Ischia che condivide la stessa sofferenza e assicurare vicinanza e preghiera.

Anche se per il territorio della diocesi di Spoleto-Norcia le scosse di fine ottobre 2016 sono state le più devastanti, e ne faremo memoria nei prossimi mesi, fin da ora mi faccio volentieri voce della gente della Valnerina per chiedere a tutti coloro che rivestono una qualche responsabilità di continuare con solerzia ed efficacia a prendersi cura delle esigenze fondamentali di quella popolazione, affinché presto si possa tornare ad una vita dignitosa e sicura”.