L’attivista No Tav Nicoletta Dosio è stata fermata questa mattina, giovedì 3 novembre, dalla polizia per non aver rispettato gli arresti domiciliari a cui era stata sottoposta per una accusa di resistenza a pubblico ufficiale in occasione di una manifestazione del 2015. A darne notizia è Askanews  (www.akanews.it).

La donna, ex insegnante di 70 anni, uno dei volti più noti della protesta no Tav in Valsusa, stava partecipando a un presidio a Palazzo di giustizia in occasione del processo d’appello ad una cinquantina di no Tav accusati degli scontri dell’estate del 2011 in Valsusa. L’attivista, che è stata accompagnata in questura, ha salutato con il pugno alzato, gridando “vittoria” e “libertà”.

Dosio, soprannominata la “pasionaria”, ha visto progressivamente peggiorare la sua posizione giudiziaria dopo aver annunciato e messo in atto il rifiuto di adempiere alle misure cautelari che le sono state imposte. Così l’obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri di Susa, mai ottemperato, del giugno scorso è stato aggravato a luglio in obbligo di dimora e quindi nel settembre scorso in arresti domiciliari. Ora potrebbe aggiungersi l’accusa di evasione e un nuovo processo per direttissima. In una nota la consigliera regionale M5s Francesca Frediani esprime la massima solidarietà alla Dosio che “con gesti di disobbedienza civile, contesta l’applicazione di assurde misure di riduzione della libertà personale. Misure cautelari che spesso, ma solo in un momento successivo, vengono revocate dai giudici”.