Nel nuovo piano sanitario, sarebbe considerato un doppione rispetto a Rivoli Si è aperto da qualche giorno un nuovo, ennesimo e delicato, capitolo nella storia della sanità  piemontese.

A fine 2010 è stata infatti approvata la delibera regionale che rivoluziona in Piemonte ruolo e organizzazione delle aziende sanitarie locali (Asl), che passano da 13 a 11, e della rete ospedaliera (Aso), che scende a sei unità .
Ma la novità  pi๠rilevante sta nello scorporo degli ospedali dalle Asl: in sostanza le strutture sanitarie non saranno pi๠gestite dall’azienda sanitaria di riferimento ma da grandi centri leader. Per intenderci, secondo il nuovo progetto, gli ospedali di Valsusa e Valsangone : Susa, Giaveno, Avigliana e Rivoli : entreranno a far parte dell’Aso guidata dal San Luigi di Orbassano e si vocifera anche di un futuro ingresso del Mauriziano di Torino.

Quali le conseguenze del nuovo piano? In una linea di indirizzo come questa gli ospedali si trasformeranno in aziende vere e proprie: pi๠attenzione ai costi, alle prestazioni erogate, alla qualità  dei servizi per vendersi al meglio sul “mercato concorrenziale” della sanità  pubblica e privata, con l’Asl a fare da ordinatore delle prestazioni. Il rischio paventato, che ha già  generato in questi giorni non pochi malumori, è il taglio dei reparti cosiddetti “doppioni” all’interno della stessa Aso, nell’ottica della razionalizzazione e del controllo della spesa.

Ma a quale prezzo? Ad avere la peggio saranno di certo i reparti con i numeri pi๠bassi con il disagio per i cittadini di dover macinare chilometri tra un ospedale e l’altro. Può la chirurgia o ostetricia di Susa, ad esempio, reggere il confronto con Rivoli? “Non si sono ancora fatte alcune ipotesi di chiusura o apertura” rispondono dall’assessorato regionale. E le Asl? Non avendo pi๠il gravoso incarico della gestione degli ospedali, potranno dedicarsi alla prevenzione e alla salute, oltre a rappresentare, ovviamente, il miglior cliente per le Aso.

Informazioni, queste, che, alla luce dei continui rimaneggiamenti, vanno prese con la dovuta cautela fino a quando la riforma sanitaria definitiva non verrà  approvata in consiglio regionale: le linee del nuovo piano sono in aperta fase di discussione.

Mesi di attesa, insomma. Per i cittadini il cambiamento pi๠evidente si avrà  nell’eventuale riordino delle specializzazioni e delle prestazioni sul territorio e poco di pià¹.
Ma su tutto, il dato certo, o meglio, i nomi certi, sono due. Quello dell’ing. Giorgio Rabino, riconfermato alla guida dell’Asl To3.
A lui, come a tutti gli altri commissari nominati dalla giunta Cota, il compito di traghettare l’azienda sanitaria fino a dicembre, proseguendo gli obiettivi aziendali, pareggio di bilancio compreso, e preparando lo scorporo dall’Asl dei nove ospedali.

Nel frattempo, il neo direttore generale del San Luigi di Orbassano, Sergio Morgagni – anche lui in carica fino a fine anno – si prepara a organizzare la nuova azienda ospedaliera che ad esso farà  capo e che comprenderà  al suo interno gli ospedali satelliti di Rivoli e Pinerolo, ai quali si aggiungono quelli di Susa, Avigliana, Giaveno, Venaria, Torre Pellice e Pomaretto, le cui sorti sono ad oggi tutte un’incognita. Ospedale di Susa: a rischio chirurgia e ginecologia